Nel
frattempo, sulla Terra
Una macchina rossa della Capsule corp si
fermò di fronte alla casa di Juma suonando più volte il
clacson.
-Chichi! Chichi! Scendi, è arrivato
Oliver!- Gridò il padre della donna.
-Arrivo subito!- Rispose allegra Chichi
scendendo velocemente le scale.
-Ciao papà! Torno presto! Ci vediamo
stasera!- E, senza dare il tempo al padre di rispondere, la donna
era già fuori che trotterellava verso la macchina di Oliver. Il
vecchio Juma osservò preoccupato la figlia salire sulla macchina
delluomo e allontanarsi. -Oh, Chichi
lamore che
provi per Goku è ancora vivo in te, e anche se tenti di
nasconderlo si vede bene
Non fare sciocchezze, ti
prego
-
-Sai, credevo davvero che ti saresti
dimenticato di venire
!- Sorrise timidamente Chichi volgendo
un po lo sguardo. Oliver ridacchiò e alla donna sembrò
che il suo sorriso fosse più luminoso del solito.
-E come avrei potuto? È da ieri che
aspetto di rivederti!-
Chichi arrossì con un leggero sorriso
lusinghiero sul volto. -Bhè
Ne sono felice
! Ma
dimmi, dove stiamo andando?- Chiese dopo aver riacquistato un
po di autocontrollo. Oliver sogghignò dicendo allegro.
-È una sorpresa! Vedrai! Sono certo che
ti piacerà!- Chichi lo guardò confusa, una sorpresa? Di cosa
poteva mai trattarsi? -Non preoccuparti! Non ci vorrà molto per
arrivare!- La tranquillizzò Oliver con un sorriso innocente.
Chichi lo guardò poi sorrise a volta. -Va bene, Oliver!-
Bulma si lasciò cadere stanca su una
poltrona del salotto. Davanti a lei, seduti sul divano,
cerano C18, Marron, Bra e Pan e Mr Satan e Bu.
-Bulma, perché ci hai fatti venire qui?
Di che cosa devi parlarci?- Chiese Marron osservando la donna.
Bulma scrutò per un attimo gli amici poi parlò.
-È successa una cosa molto grave su
Kiton. Crilin, Goten e Piccolo si stanno preparando alla
partenza. Io
credo che vorranno partire domani
stesso
-
I sei amici ascoltavano increduli la
donna. Come era successa una cosa molto grave? Cosera
accaduto su Kiton? -Ma
Come? È successo qualcosa a Trunks
e gli altri
?!- Continuò preoccupata Marron.
-Ho contattato i saiyan di Kiton e
purtroppo mi hanno detto che hanno subito molte perdite e
e
che hanno ancora bisogno di aiuto
- Rispose Bulma cercando
di mantenere la calma.
-Ti hanno detto come stanno? Se Gohan,
Goku e gli altri sono ancora vivi?- Chiese Satan cercando di
tenere ferma Pan che giocava con Bra.
-Papà! Come sta il mio papà?- Sorrise la
piccola Pan avvicinandosi a Bulma.
-Oh
ecco, io
io non lo
so
- Rispose avvilita Bulma.
Sul faccino della piccola saiyan calò un
velo di tristezza. -Il
il mio papà
il mio
nonnino
-
-Oh Pan! Non preoccuparti! Tuo padre e tuo
nonno sono molto forti! Sono sicura che stanno benissimo! Hanno
solamente bisogno di un piccolo aiuto
! Tutto qui!- Sorrise
Bulma accarezzando Pan e cercando di confortarla.
-Mamma
- Bra si avvicinò alla donna
con volto serio. -Tu
credi davvero che
Tu credi
davvero che papà e Trunks stiano bene
?-
Bulma strinse a sé la bambina mentre la
rassicurava. -Certo! Lo sai quanto papà e tuo fratello si
allenano nella Gravity room! Vedi, loro si allenavano tanto per
diventare sempre più forti per proteggere noi e gli altri! Loro
sono fortissimi, lo sai vero?- La piccola Bra le sorrise. -Sì!-
C18 prese la parola mentre rivolgeva i
suoi occhi, seri e fermi, a Bulma.
-Bulma, posso parlarti un momento in
privato, per favore?- La donna annuì mentre raggiungevano la
cucina.
-Di cosa devi parlarmi, C18?-
-Oh, lo sai benissimo! Questa storia della
seconda navicella è una vera e propria follia!- Sbottò C18
dando le spalle allamica.
-Ma
cosa dici?- Chiese Bulma
confusa.
-Dico che è una pazzia! Se nemmeno Goku,
Gohan, Vegeta e Trunks sono riusciti a sconfiggere questi alieni
che speranze potrebbero avere Goten, Piccolo e Crilin?!-
Bulma se ne stava zitta, di fronte alla
donna, senza trovare niente di sensato da dire quando, dalla
porta finestra, entrò qualcuno.
-Questo è vero
- Si intromise
Piccolo facendosi avanti.
-Piccolo
!- Esclamò sorpresa la
moglie del principe. -C18 ha ragione, se nemmeno Goku e Vegeta
sono riusciti a sconfiggere questi kitoniani sarà molto
difficile per me, per Goten e per Crilin batterli. Ma hanno
bisogno di noi e non possiamo tirarci indietro.-
-Questa è una sciocchezza, Piccolo! Non
puoi rischiare la vita di Crilin e di Goten solo per salvare Goku
e gli altri, che per giunta hanno dimostrato un sacco di volte di
sapersela cavare benissimo anche da soli!- Proruppe C18 fissando
il namecciano. Bulma si avvicinò allamica e parlò.
-C18
Lo so che sei in pensiero per
Crilin e posso capirti però
cè bisogno
dellaiuto di tutti!-
-Allora perché accidenti non ci vanno
Tenshinhan o Yamcha! Anche loro sono abbastanza forti! Perché
deve essere Crilin a partire? Perché proprio lui?!- Inveì la
donna quasi con le lacrime agli occhi.
-Oh C18
- Mormorò Bulma senza
trovare niente da dire.
-Mamma
!- Marron entrò nella stanza
guardando smarrita la madre.
-Tesoro, vai fuori. Stiamo parlando.-
Disse C18 senza guardare la figlia. La giovane guardò i tre con
aria preoccupata e confusa.
-Bulma
- Iniziò Piccolo guardando
lamica. -Sono venuto per chiederti di preparare la seconda
navicella. Partiremo domani pomeriggio. Pensi di riuscire a fare
in tempo?-
-La navicella è pronta, potete partire
quando volete.- Disse la donna poi Piccolo continuò. -C18,
Marron, potete venire al Palazzo di Dio se volete. Là ci sono
già anche Crilin, Goten e Videl.-
Marron fece cenno di sì con la testa
mentre la madre rimaneva immobile.
-Bene, vi aspetteremo là.- Così dicendo
Piccolo uscì dalla porta finestra e si alzò in volo verso il
Palazzo.
-Oliver
Ci vorrà ancora molto?
Siamo in viaggio da quasi unora!- Sospirò Chichi mentre lo
sguardo le si perdeva fuori dal finestrino.
-Non preoccuparti! Ormai siamo quasi
arrivati! Manca circa un quarto dora!- Le sorrise
luomo mentre scrutava la strada davanti a lui.
Chichi annuì. Che strano
Le
sembrava di conoscerla quella strada
Goten stava per entrare nella Stanza
quando nei suoi pensieri apparve un volto, un meraviglioso viso
che poco prima gli era stato talmente vicino da poterne sentire
il dolce profumo. Marron
Che cosa avrebbe detto quando lui
sarebbe partito per Kiton? Sarebbe stata arrabbiata con lui?
Oppure sarebbe stata preoccupata per ciò che poteva accadergli?
Che cosa aveva significato per lei quel bacio che per un soffio
non si erano scambiati?
Nella mente del ragazzo mille dubbi si
facevano largo mentre era fermo davanti al portone restio ad
aprirlo. Una volta che avrebbe varcato quella soglia sarebbe
stato un anno, un anno intero senza poterla vedere, senza poterle
parlare, senza poterci scherzare e, soprattutto, senza sapere
cosa provava per lui. Marron
Che cosa provava nei suoi
confronti? Lo odiava? Lo amava? Era un semplice amico per lei? Il
solito vecchio pasticcione che conosceva da quando aveva ricordi?
Lui lo sapeva cosa provava per lei
Se ne era reso conto
quando era stato così tremendamente in pensiero per lei, quando
era uscita senza avvertire nessuno. Non aveva avuto alcun
indugio, era corso fuori ed era scattato in volo. Doveva
trovarla, voleva trovarla. Voleva capirla, voleva consolarla,
voleva
amarla. Amarla davvero. Non come tutte le ragazze
con cui usciva. Da quando Marron era diventata tanto importante
per lui
? Quandè che se nera innamorato?
Quandera successo? -No
! Prima di entrare nella Stanza
dello Spirito e del Tempo devo assolutamente sapere che cosa
prova lei per me!- Disse deciso Goten prima di lasciare volando
il Palazzo di Dende.
-Hey ma
Ma quello è Goten! Dove
diavolo sta andando?!- Esclamò Crilin inseguendo il mezzo
saiyan. Goten sfrecciava veloce nel cielo ma in poco tempo fu
raggiunto dallamico che lo fermò.-Goten! Che accidenti ci
fai qui?! Hai dimenticato che devi allenarti nella Stanza dello
Spirito e del Tempo?!- Chiese Crilin confuso guardando il ragazzo
negli occhi.
-Non preoccuparti, Crilin, non lho
dimenticato. Soltanto prima ho una cosa più urgente da fare! Tornerò
prestissimo! A dopo!- E senza dare il tempo allamico di
ribattere Goten scomparve dietro lorizzonte.
-Goten!! Aspetta! Dove vai?! GOTEN! Oh
fantastico! E adesso come glielo spiego a Piccolo?!- Sbuffò
Crilin ritornando al Palazzo.
Marron uscì da casa Brief, prima di
andare da Dende aveva bisogno di riprendersi un po. Non
aveva mai visto C18 in quelle condizioni, e questo la feriva.
Presto suo padre sarebbe partito per Kiton, doveva prepararsi
allidea di non rivederlo mai più
? Il solo pensiero
la fece rabbrividire di tristezza e di sconforto. E Goten
?
Anche lui sarebbe partito
Ripensando al mezzo saiyan la ragazza
poté sentire il tepore del suo corpo mentre labbracciava.
Bhè
era vero, anche se non lo aveva mai voluto ammettere
era sempre stata un po gelosa di Goten
A dire la
verità più che di Goten era gelosa delle sue infinite e
sciocche ragazze
! Chissà comera ma
Son-combino-solo-guai-Goten aveva sempre un numero non
irrilevante di ragazze dietro! Non riscuoteva lo stesso successo
di Trunks, questo era vero, ma non poteva certo lamentarsi!
Marron non riusciva a smettere di pensare
a lui. Forse lei era stata solo una delle tante e quel bacio che
stavano per scambiarsi non significava niente
per lui
almeno. Il solo pensiero delle labbra morbide e dolci di Goten le
fece attraversare un brivido lungo tutta la schiena.
-Uff
Devi essere proprio impazzita
Marron
!- Sospirò la ragazza dandosi un leggero pugno un
testa.
La giovane camminava e camminava lungo il
centro della città, come sempre popolato da centinaia di
persone. Non sapeva davvero cosa pensare, riguardo a suo padre,
riguardo a sua madre
riguardo a Goten. Chissà
Chissà che cosa ha provato lui
? Si chiese passandosi
delicatamente le dita sulle labbra.
Intanto, alla
Base delle Brigate del Silenzio
Fuori dalle stanze della principessa Veki
cerano quasi tutti i saiyan ribelli e anche Vegeta, Trunks
e Gohan. La donna non aveva fatto che peggiorare dopo
lultimo malore e già da qualche ora, Jana e un altro
medico più anziano, erano chiusi nelle sue stanze senza dare
notizie.
-Maledizione!- Imprecò Vegeta rompendo
con un pugno una parte di muro.
-Papà
Calmati
- Cercò di
rincuorarlo Trunks.
-Ma che diavolo stanno facendo lì
dentro?! Si può sapere?!- Continuò il principe senza riuscire a
controllarsi. Siddan osservò un momento il saiyan poi parlò.
-Vegeta ha ragione
! È uneternità che sono là
dentro!-
-Siddan
Per favore, non ti ci
mettere anche tu adesso
- Disse triste e stanca Nemes in
piedi vicino al fratello. Poi finalmente Jana uscì dalla sala
con unespressione indecifrabile sul volto. Siddan si
avvicinò veloce allamica.
-Jana
Come sta mia madre
?-
Chiese quasi indugiando per timore della risposta. La saiyan
alzò leggermente lo sguardo e parlò.
-Non sta bene, Siddan
Non sta bene
per niente
- Mormorò piano Jana nel tentativo di attutire
il colpo. Il giovane principe dei ribelli si sentì mancare poi,
con un filo di voce, chiese. -Posso
vederla
?-
La ragazza annuì. -Certo, è ancora
incosciente ma cerca di non stancarla troppo. Ora chiamo il
dottore, aspetta qui.-
Vegeta si affiancò al nipote mettendogli
una mano sulla spalla. Dal principe dei saiyan, in genere, non ci
si poteva aspettare più di tanto e quel gesto era stato per lui
una delle massime manifestazioni di comprensione. Siddan volse lo
sguardo a Vegeta poi Jana e il medico uscirono dalle stanze della
principessa. -Prego, principe. Ora può entrare, ma soltanto
pochi minuti.- Disse il medico lasciando passare il saiyan.
La porta si richiuse piano dietro di lui e
limmagine della madre, sofferente e priva di sensi nel
letto, fu come se gli trafiggesse gli occhi. Si avvicinò piano
al letto e accarezzò amorevolmente la fronte della regina.
-Madre
-
Vegeta si
affacciò alla finestra con aria cupa e sguardo assente.
-Papà
-
Mormorò Trunks avvicinandosi cauto al saiyan. -
Ti
andrebbe di allenarti un po insieme a me
?- Chiese
piano il mezzo saiyan, quello che serviva ora al padre era
distrarsi un po.
Vegeta si
voltò verso il figlio poi sibilò. -Sì
Sì, hai bisogno
di allenarti. Hai battuto molto la fiacca negli ultimi
tempi
!-
Trunks
sorrise, sapeva che nel linguaggio di Vegeta quella frase voleva
dire Grazie figliolo, mi farà bene distrarmi un
po! Ma questo al ragazzo non importava, ormai
conosceva il padre e sapeva che non avrebbe potuto ottenere di
più. Gli bastava farlo sfogare un po anche se sapeva bene
che Vegeta ci andava piuttosto pesante quando aveva qualcosa da
sfogare!
Nemes e Reva ascoltavano esterrefatti
Gohan raccontare ciò che era successo a Syra. Syra
era
venuta a sapere di Broli
?!
-Mio Kami
!- Mormorò Nemes sedendosi
stanca e incredula.
-Dobbiamo trovarla! Nello stato in cui è
potrebbe fare qualche pazzia!- Esclamò Reva guardando Gohan e la
sorella.
Il mezzo saiyan gli mise una mano sulla
spalla rassicurandolo. -Non ti preoccupare. Ci sta già pensando
mio padre, vedrai che la riporterà a casa!- Reva annuì mentre
Nemes era ancora persa nei suoi cupi pensieri.
Syra
La sua migliore amica
Aveva scoperto la verità sul suo passato
Non si fidava
più di loro
E forse ne aveva anche il diritto
Doveva
soffrire immensamente
e lei non le era accanto
! Stava
affrontando tutta quella terribile situazione da sola! No
Non poteva permetterlo
Doveva trovare Syra! Doveva
convincerla che nessuno aveva cercato di servirsi di lei! Syra
non doveva pensare una cosa simile! Lei era la sua migliore
amica
! Erano state unite come sorelle fin da quando erano
bambine
! No
! Doveva trovarla! E con quei pensieri
Nemes si alzò in volo uscendo dalla finestra.
-Nemes, dove stai andando?- Domandò il
fratello osservando la ragazza allontanarsi da loro.
-Vado a fare un giro, non ce la faccio
più a starmene lì senza far niente.-
Reva annuì comprensivo, effettivamente
era davvero snervante quellattesa. Lattesa che le
condizioni della principessa di stabilizzassero. Lattesa
che Gulter attaccasse di nuovo da un momento allaltro
sapendo che erano vulnerabili. Lattesa che Syra tornasse
alla Base
a casa, da loro.
-Puah! Che schifo di situazione
!-
Imprecò il giovane saiyan dando un calcio alla sedia e
allontanandosi sotto lo sguardo comprensivo di Gohan.
Goku e Hitios si allontanarono dal Palazzo
di Gulter in direzione della Base delle Brigate del Silenzio.
-Sei davvero sicuro di volermi portare
alla Base dei ribelli, Goku? Non so come potrebbero prendere una
mia visita così improvvisa
-
Il saiyan sorrise con uno dei suoi soliti
sorrisi ingenui e genuini. -Non devi preoccuparti! Quando ti
vedranno con me e dopo che gli avrai spiegato quello che hai da
spiegare non ci saranno più problemi! Vedrai!-
Hitios annuì sfiduciato.
Dopo un po di cammino attraverso
larido deserto di Kiton arrivarono nei pressi della gola e,
osservando il crepaccio roccioso, Hitios mormorò più a sé
stesso che a Goku.
-Mio Kami
Tutti questi anni a
setacciare lintero pianeta in lungo e in largo e
era
qui
-
Il saiyan sorrise e lo portò
allentrata quando si ricordò di non possedere la spilla a
forma di piuma per azionare il passaggio.
-Urca! Me ne ero dimenticato! E adesso
come facciamo ad entrare?- Domandò guardandosi intorno. Il
Generale sogghignò sarcastico dicendo.
-Questo me lo devi dire tu! Per me è la
prima volta che vengo alla Base delle Brigate dei Saiyan
ribelli!-
Goku sorrise con una gocciolina sulla
testa quando, ad un tratto, il passaggio si aprì per lasciare
passare il saiyan e il kitoniano.
Arrivati al portone tutti i saiyan ribelli
erano ad attenderli appena fuori. Siddan era in prima fila che
scrutava attento il Generale del Nord.
-State tranquilli
! È dei
nostri
!- Sorrise Goku avanzando verso il principe dei
ribelli ma Hitios non mosse un passo. Siddan guardò Goku con
durezza e rimprovero. -Che diavolo ti è saltato in mente di
portare qui il Generale del Nord?!- Domandò freddo il giovane
saiyan.
-Aspetta, non saltare a conclusioni
affrettare. Stai a sentire quello che Hitios ha da dire prima.-
Disse Goku con sguardo fermo. Poi si rivolse al kitoniano e gli
fece cenno di iniziare.
-Principe Siddan, so bene che non ti fidi
di me e non ti biasimo ma devi ascoltare quello che ho da dirti,
è di vitale importanza! Gulter ci aveva ingannati! Ci aveva
fatto credere che eravate stati voi ad uccidere il monarca che
vera prima di lui e solo per questo abbiamo iniziato questa
guerra! Il Re ci raccontava cose spregevoli su di voi
e noi
purtroppo gli abbiamo creduto
Sono qui per dirti che la
guerra che Gulter ha iniziato è finita oggi con la sua morte.-
Disse fermo il Generale.
Siddan sbarrò gli occhi incredulo. -Che
vuoi dire
?! Che il Re è morto?!-
-È così. Gulter è morto per mano mia.
Ma non è tutto. A palazzo, circa una quindicina danni fa,
arrivò un saiyan. Diceva di aver lasciato i rivoltosi delle
Brigate e di volersi unire allesercito del Re.-
-Di che diavolo stai blaterando?! Nessun
saiyan ha mai lasciato noi ribelli! Quelle che vai dicendo sono
soltanto frottole!- Esclamò il giovane principe con sguardo
diffidente e ostile.
-È la verità ti dico! Ho ascoltato i
suoi piani! Vuole fare credere a tutti noi, sia kitoniani sia
saiyan, che la guerra è finita e una volta che voi sarete venuti
allo scoperto attaccherà la principessa Veki!-
Siddan guardava sospettoso lalieno
quando il Generale Hitios gli si avvicinò e, mettendogli le mani
sulle spalle, disse calmo.
-Ti prego, principe Siddan, fidati di me.
Se davvero fossi venuto qui con lintenzione di tradirvi non
vi avrei raccontato tutto ciò
!-
Il ragazzo guardò unultima volta il
kitoniano poi sentenziò.
-E va bene, Generale del Nord
Voglio
fidarmi di te. Fa in modo che non debba pentirmene.-
Il kitoniano sorrise beffardo dicendo. -Fa
tu in modo che io non debba pentirmene! Non voglio trovarmi
sgozzato nel bel mezzo della notte da qualche ribelle che ancora
non si fida di me
!-
Il principe, anche se con immensi sforzi,
non poté fare a meno di lasciare trasparire un sorriso sul suo
volto mentre solcavano la soglia del portone ed entravano nella
Base delle Brigate del Silenzio.
Nel
frattempo, al Palazzo di Gulter
Syra entrò titubante nello sfarzoso
salone dove in fondo salivano altissime tende soffici e
vermiglie. Dreinos camminava sicuro davanti alla ragazza che
perseguiva lentamente stretta nelle spalle.
-Questa che vedi, Syra
- Iniziò il
saiyan sedendosi su una poltrona a pochi metri dal cadavere di
Gulter. -È la tua nuova casa
! Oh
Non fare caso a
lui
Ora lo faccio portare via
!- Disse Dreinos notando
la nipote con lo sguardo fisso sul corpo dellalieno
defunto.
La giovane saiyan si strinse nelle braccia
senza guardare luomo.
Dreinos osservò per un momento la ragazza
poi, alzandosi e sospirando, si diresse lentamente verso di lei.
-Syra
So bene quanto per te sia
difficile e non voglio costringerti a fare nulla contro la tua
volontà
- Disse mettendole affettuosamente le mani sulle
spalle. Syra non si mosse, rimaneva lì, immobile senza accennare
risposta. -Sarai molto stanca dopo tutte le emozioni che hai
avuto oggi, non vorresti riposare un po?-
A quelle parole lo sguardo della ragazza
si fece più attento e piano, senza guardarlo negli occhi,
sibilò in modo quasi impercettibile. -Zio Dreinos
Dimmi la
verità
Raccontami come sono andate veramente le cose
con la principessa Veki e i miei genitori
-
Il saiyan osservò un momento la giovane
poi parlò. -Sei certa di voler sapere davvero come sono andate
le cose?- Syra annuì mentre luomo si accomodava su una
delle due poltrone.
-Circa diciassette anni fa, quando le
Brigate dei ribelli erano negli anni più fiorenti, io ero uno
dei saiyan più forti dellintera Base. Tu certamente non la
ricordi perché fu completamente distrutta da Broli e da suo
padre.-
Il cuore di Syra si strinse in una morsa
di dolore. -Così
Prima che mio padre arrivasse esisteva
unaltra Base
-
-Esatto, Syra. Partendo da qui e
proseguendo verso Nord fino al fiume Juvan, cera un
passaggio segreto dietro alle Cascate Eterne. Uno scanner a voce
esaminava chiunque fosse riuscito ad arrivare fino al portone
principale azionando lallarme se il tono di voce non
corrispondeva a nessuno dei ribelli della Base.- Gli intensi e
magnetici occhi di Dreinos erano fissi sulla ragazza mentre
proseguiva il suo racconto.
-Le cose andavano bene, gli allenamenti
non erano troppo pesanti e le razzie sempre molto proficue. Io e
mia sorella Yume eravamo molto amici della Principessa
-
Dreinos aveva smesso di osservare la nipote e si stava perdendo
nel mare dei suoi ricordi da saiyan ribelle. -Mia sorella e Veki,
erano molto amiche nonostante la differenza di età. Yume non
perdeva occasione per elogiarmi davanti allamata
principessa
-
Dreinos ha la stoffa del
campione, principessa! È senza dubbio il guerriero più forte
tra di noi!
-Credeva in me
Era orgogliosa di
essere mia sorella
-
Farai grandi cose
Sono
fiera di te, Dreinos
fratello mio
!
La giovane Syra ascoltava e ascoltava, era
incredibile il trasporto che Dreinos metteva nel suo racconto.
-Le volevi molto bene
- Mormorò piano la saiyan. -
alla mamma
intendo
- Dreinos sorrise al ricordo. Era
vero
Aveva amato sua sorella più della sua stessa
vita
-È così
Yume si era sempre
occupata di me da quando morirono i nostri genitori e fu più di
una sorella
Fu come una seconda madre per me, unamica
con cui confidarmi, uno scoglio saldo a cui aggrapparsi nel mare
in tempesta
Eravamo io e lei
-
--- Flash Back ---
Esausta
dallallenamento cadde a terra ansimando sorridente.
-Accidenti
Diventi più forte ogni
giorno che passa, Dreinos! Comincio a chiedermi se ti troverai
qualcunaltro con cui allenarti quando non riuscirò più a
stare al tuo passo!- Gli sorrise scherzosa la ragazza.
-Non dire sciocchezze! Lo sai che la mia
sorellona rimane sempre la mia preferita!- Esclamò ridendo
mentre si gettava al suolo al suo fianco.
Un momento di silenzio attraversò la
palestra quando il ragazzo parlò voltandosi assorto verso la
sorella.
-Yume
tu
Tu pensi che se io mi
allenassi ancora di più
potrei
potrei raggiungere lo
stato di Super Saiyan
?-
-Puoi arrivare ovunque se solo lo vuoi,
Dreinos
Io sono certa che se ti impegnassi potresti perfino
sconfiggere Gulter!- Sorrise la saiyan mentre il ragazzo si
immergeva nei suoi pensieri.
-
Forse mi sto solo illudendo
Dopo tutto chi sono io? Nessuno! Sono solo un po più forte
degli altri ecco tutto
Non raggiungerei mai un livello
così alto come quello del leggendario Super Saiyan
-
La ragazza sorrise scotendo leggermente il
capo mentre accarezzava con una mano il volto dellamato
fratello.
-Farai grandi
cose
Sono fiera di te, Dreinos
fratello mio
!-
--- Fine Flash Back ---
Dreinos ritornò alla realtà e si stupì
di quanto Syra assomigliasse a Yume.
-Eravamo felici
Non avevamo bisogno
di nientaltro
Poi un giorno lesercito del Re ci
tese un agguato appena fuori dalla città, ci volle fino
allultimo uomo per contrastarli
Quella è stata la
battaglia più critica e sanguinosa a cui io abbia mai preso
parte
Yume quel giorno non era alla Base e quindi non vi
partecipò, ma forse è stato meglio così
Le ha allungato
la vita di qualche anno
- Syra scrutava Dreinos e, senza
quasi accorgersene, chiese. -È stato allora che ha incontrato
Broli
giusto?-
Il saiyan annuì. -Era uscita
per
una passeggiata
!- Dreinos sorrise ironico ripensando al
futile motivo che aveva spinto la sorella fuori dalla Base. -A
quel tempo la lotta contro Re Gulter non era troppo pericolosa e
spesso ci concedevamo unuscita allaria aperta, le
colline attorno al fiume Juvan erano sempre ricoperte dogni
genere di fiori
credo sia forse lunica zona verde
dellintero pianeta
Yume era solita passeggiare là, e
là era andata quel giorno
Quel maledetto giorno in cui
Broli è arrivato
-
Lo sguardo di Dreinos si riempì di un
rancore e un disprezzo così forti che intimorirono la giovane
saiyan.
-Quando tornai alla Base ero stanco e
ferito, erano morti tantissimi compagni in quella battaglia e non
rimasi poco stupito quando Yume ci presentò Broli e Paragass.
Yume si innamorò di lui appena lo vide
Nonostante lui e
suo padre fossero stati sgarbati e ostili fin dal principio, Yume
li aveva convinti a rimanere, si sarebbero riposati per il lungo
viaggio che dovevano intraprendere. Che follia
! Quando si
venne a sapere che Broli era un Super Saiyan, il guerriero della
Leggenda tutte le attenzioni furono rivolte a lui
comprese
quelle di Yume. Se ne era innamorata
Lavevo capito
fin dal primo momento
Mia sorella Yume era innamorata di
Broli
e quel che era peggio era che anche Broli era
innamorato di Yume
Paragass non sapeva niente, era
assolutamente contrario che suo figlio ci frequentasse troppo. La
principessa Veki aveva ascoltato i suoi piani, i piani di
Paragass di usare la forza di Broli per distruggere il figlio di
Re Vegeta, il fratello che non vedeva da quando era bambina, e di
conquistare lintero universo. Fu così che un giorno lo
affrontò
Paragass, ho bisogno di parlarti.
Vieni nelle mie stanze un momento per favore. Il saiyan
aveva annuito con fare seccato.
Sono a conoscenza di ciò che hai
intenzione di fare con il figlio di Re Vegeta e con il
cosmo.
E
con questo? Che diavolo te ne importa
principessa
Veki
?
Vedo che sai chi sono, Paragass.
Bene, allora la mia domanda è questa: se sai chi sono perché
non ti vuoi vendicare anche su di me oltre che su mio fratello
Vegeta?
Che motivo ne avrei? Non sei tu
lerede di quel vile che ha tentato di uccidere un uomo e
suo figlio appena nato solo perché minacciava di essere più
forte del piccolo principe!
Vegeta non ne ha colpa! E per
quanto riguarda mio padre il Re è morto molto tempo fa
e
non escludo che lo sia anche mio fratello.
A quella frase Paragass sogghignò. Bhè,
tanto vale provare, non credi
? Eh eh eh! A dopo, dolce
Principessa! E, voltando indegnamente le spalle alla
donna, si era allontanato dalle stanze.
Non ti nascondo, Syra, che Paragass non
era ben visto da nessuno. Ma suo figlio
Oh
! Tutti
erano pazzi di lui
Schifosamente pazzi di lui! Nemmeno si
rendevano conto che miravano soltanto a tradirci in realtà
Yume e Broli passavano molto tempo insieme, tanto di quel tempo
che lei non ne aveva più nemmeno per allenarsi con me
-
Oh Dreinos
Accidenti, mi
dispiace
! Ho promesso a Broli che oggi gli avrei fatto
visitare le Cascate Eterne! Sarà per la prossima volta,
ok?
-Broli e Paragass sostarono sul nostro
pianeta per circa sette mesi, mesi durante i quali Broli e mia
sorella erano diventati inseparabili. Ma quando Paragass si
accorse dellamore che era nato tra i due
Ordinò al
figlio di distruggere la Base e poi partirono per sempre
-
Syra guardò sconvolta Dreinos. -Ma
Ma come
? E Broli non ha
Non ha fatto niente per
spiegare a Paragass quello che provava per mia madre? Ha eseguito
lordine di distruggere tutto e basta?!- Il saiyan annuì.
-Broli era controllato da suo padre
tramite un diadema che portava sulla fronte
Pareva non
funzionasse a dovere e Broli fu libero di innamorarsi di Yume, ma
una volta sostituito il dispositivo
Distrusse tutto
Non rimase niente della Base
Niente
Fu una
strage
Non sai quanti saiyan morirono in
quellesplosione
Da allora Yume non riusciva a darsi
pace, a quel tempo non sapevamo che Broli fosse controllato da
Paragass e questo la feriva ancora di più
Era diventata
scorbutica, aggressiva, sgarbata
Non era più la Yume
allegra e vitale di sempre. E questo feriva anche me
Poi
venne il giorno in cui rivelò a me e alla principessa la tua
esistenza, Syra
Piangeva disperatamente mentre ci diceva di
aspettare un bambino da Broli
-
Syra distolse lo sguardo, che orribile
tremendo racconto
-La principessa non fece obiezioni e tu
nascesti tra lo stupore dei rivoltosi di quelle rovine che una
volta chiamavamo Base
-
Dreinos sospirò prima di continuare il
racconto. -Syra
La figlia del Super Saiyan della
Leggenda
Sul braccio destro portavi la testimonianza del
tuo sangue
Una voglia a forma dellemblema dei Saiyan
per ricordarti chi eri.-
Syra si sfiorò il braccio avvolto dalla
benda rabbrividendo mentre il saiyan continuava. -Yume non disse
niente alla principessa della voglia, non lo riteneva importante.
Le sembrava ovvio che la figlia del Super Saiyan avesse una prova
concreta della sua discendenza. Yume però non aveva preso in
considerazione che quel marchio avrebbe potuto essere
scomodo
Era molto orgogliosa di te
e anche io lo
ero
! Ma la principessa voleva servirsi dei tuoi
poteri
! E quella voglia
Quella voglia per la
principessa rappresentava una minaccia, un pericolo per
lintera razza saiyan. Convinse mia sorella che sarebbe
stato meglio per tutti se tu non fossi mai venuta a conoscenza di
ciò che quella voglia che portavi sul braccio stava a
significare! Ordinò che nessuno parlasse mai più di Broli e
delle tue origini, ma io non ero daccordo
Non mi
sembrava giusto! Ero, e sono convinto che tu non sia crudele e
sanguinaria come tuo padre
dopotutto
nelle tue vene
scorre anche il sangue di mia sorella
-
Syra volse velocemente lo sguardo tentando
di nascondere le lacrime che le erano prese a scendere sul viso.
Dreinos si alzò e si avvicinò alla
nipote prendendola tra le braccia. -Non temere
Adesso ci
sono io
Non dovrai piangere ancora per molto
te lo
prometto
- Sussurrò Dreinos con un sorriso malvagio sul
volto mentre accarezzava crudele i lunghi capelli della ragazza.
Syra scostò un attimo la testa dal torace
dello zio mentre chiedeva con voce tremante. -Zio Dreinos
è
è stata la principessa a
a
-
-No, Syra
Almeno di quello non è la
responsabile. Tua madre morì nel tentativo di proteggerti
Come ti ho detto restammo tra le macerie della Base per molto
tempo, per quasi due anni, ma fu una mossa sbagliata
Gli
uomini del Re ci individuarono e ci attaccarono. Lo ricordo
bene
Dreinos! DREINOS! Ti prego
fratello mio, dobbiamo portare al sicuro la piccola Syra!
Mi implorò Yume spaventata mentre stringeva al petto un
fagottino urlante.
Rimani qui
! Non ti
muovere! Le dissi alzandomi in volo per far
indietreggiare lesercito del Re. Fu allora che incontrati
la principessa
Dreinos
Principessa
cosa-
AAAHHH!! Non feci in tempo a reagire che la cara
principessa Veki mi aveva colpito con unonda
incredibilmente potente
Non me lo aspettavo e, preso dalla
battaglia, mai avrei pensato che avrei dovuto difendermi da lei
invece che dagli uomini di Re Gulter. Precipitai al suolo senza
forze e credevo davvero che sarei morto. Yume combatté con tutte
le sue forze ma non fu sufficiente
Quando la principessa
arrivò era già in fin di vita
Le mise tra le braccia la
bambina e con le ultime energie che le erano rimaste fece giurare
alla principessa di prendersi cura di sua figlia
Tu,
Syra
Da qui in poi la storia la sai anche tu
Io
riuscii a salvarmi e gli uomini del Re mi trovarono e mi
portarono a Palazzo, convinsi Gulter che avevo lasciato le
Brigate del Silenzio e che volevo unirmi al suo esercito. Mi
allenai per anni e anni fino a raggiungere il livello di Super
Saiyan. E oggi ho finalmente ucciso il Re.-
Syra gettò uno sguardo pieno di lacrime
al cadavere poi parlò seria.
-Hai già idea di come
di come ci
vendicheremo sui saiyan ribelli?- Chiese la saiyan alzando decisa
lo sguardo ancora pieno di lacrime.
-Sì, Syra
Ma purtroppo ho bisogno
della principessa viva perché la nostra vendetta abbia un giusto
seguito
-
Syra lo guardò poi disse cercando di non
dare a vedere il suo nervosismo.
-Dimmi ciò che dobbiamo fare
e io
lo farò.-
Dreinos si alzò facendo cenno alla
giovane di seguirlo. Il saiyan scostò i veli scarlatti e si
addentrò, seguito da Syra, fino a raggiungere limpalcatura
che reggeva la Sapda.
Tolse i velari che la coprivano e la
mostrò alla ragazza.
-Quella che vedi, Syra
È la Sacra
Spada di Diamanti.-
La saiyan spalancò gli occhi incredula.
No-non può essere
! Ma questa è
Questa è la
Spada della Leggenda!-
-Esatto
Unantica Leggenda
racconta che ogni volta che un popolo è allo stremo una Spada
Sacra appare ad un prescelto che la userà per riportare la gioia
e la prosperità alla sua gente. Quella Spada è la Sacra Spada
di Fuoco. Forgiata con leterno fuoco dellaraba
Fenice, cè solo unarma che la può
contrastare
-
-La Spada di Diamanti
- Mormorò Syra
fissando larma nera.
-Proprio così
La cercai per molto
tempo, finché non la trovai
Kami ha voluto farmene dono
perché anche lui sapeva quanto giusta fosse questa causa. E
dimmi, Syra, tu sai se la Spada di Fuoco è nelle mani dei
ribelli
? No, vero
? Lo immaginavo! Non hanno la Spada
di Fuoco perché non la meritano!- Syra continuava a fissare la
Spada come incantata.
-La Sacra Spada di Fuoco è votata alla
pace e i nostri propositi di vendetta non le si addicono
ma
questa
Oh
La Spada di Diamanti è larma che ci
darà la vittoria
!- Disse Dreinos sfiorando la lama
dellarma.
-Io sapevo che la Spada di Diamanti era
unarma malvagia
Lantagonista della Spada di
Fuoco
- Mormorò cupa Syra.
Dreinos alzò le spalle incurante.
-Dipende dai punti di vista
! Fatto sta che soltanto
questarma mi darà il potere necessario per compiere la
nostra vendetta! Ma sorge un problema
-
Syra si voltò leggermente verso il saiyan
confusa. Quale problema?-
-NellIscrizione che trovai di fianco
alla Sacra Spada cera scritto che solamente un prescelto,
un degno poteva impugnarla e per diventare tale doveva avere le
mani sporche del sangue di colui ha tradito la sua razza
-
Mentì luomo gettando unocchiata allusiva alla
ragazza.
-Stai cercando di dirmi che si tratta
della principessa Veki?- Chiese Syra osservando meglio lo zio.
Dreinos annuì.
-Non ne sono certo al cento per cento ma
solo lei ha tradito così tanto la nostra razza! Lei stessa e suo
padre prima di lei! Però non è per niente facile compiere
questa impresa, la principessa è malata e per di più non è
raggiungibile, introdursi alla Base è una semi-pazzia e non
possiamo contare sul fatto che esca allo scoperto debilitata
comè
!-
Syra alzò veloce lo sguardo
sulluomo. -Zio Dreinos
! Non avremo bisogno di lei per
farti impugnare la Spada e vendicarci dei ribelli!-
Dreinos inclinò un sopracciglio stranito.
-Che stai dicendo
?-
Syra spostò lo sguardo assorto sulla
Spada spiegando allo zio la sua idea.
-Goku mi ha detto che sulla Terra ci sono
degli oggetti magici, Sfere del Drago le ha chiamate, che quando
le riunisci tutte e sette appare un certo Drago Shenron al quale
puoi chiedere di esaudire qualunque tuo desiderio
Perfino
riportare in vita le persone
! Pensavo che potremmo usare
quelle per chiedere al Drago di renderti degno per la Spada di
Diamanti
tu che cosa ne dici, zio Dreinos?-
Il volto delluomo si contrasse in un
perfido sorriso mentre appoggiava, compiaciuto, una mano sulla
spalla della nipote.
-Bene, Syra
Questa è unottima
idea
Partiremo al più presto per la Terra
!- Disse
Dreinos guardando la Spada mentre attirava a sé Syra.
Brava
Brava piccola Syra
Questo Drago Shenron esaudirà il mio desiderio e una volta che
avrò tra le mie mani la Sacra Spada di Diamanti
Non avrò
più bisogno di te, mia cara dolce Syra
Pensò tra
sé luomo mentre accarezzava i capelli dellignara
saiyan.
Nel
frattempo, sulla Terra
-Siamo arrivati! Ecco lingresso
della città!- Sorrise felice Oliver indicando un cartello bianco
sul bordo della strada. A Chichi quasi non venne un colpo quando
lesse cosa cera scritto.
-Ci-Città dellOvest?! Stiamo
andando alla Città dellOvest?!- Esclamò Chichi fissando
il cartello che veloce si allontanava dietro di loro.
-Esatto! In quella città cè di
tutto! È davvero splendida! E poi, se siamo fortunati, potremo
vedere anche lo stabilimento della Capsule corp! Sei contenta,
Chichi?!- Chiese luomo con trasporto. Chichi fece un falso
sorriso rispondendo. -Entusiasta
-
-Perfetto! Vedrai! Ci divertiremo
moltissimo!- Esclamò felice luomo mentre raggiungevano il
centro della metropoli.
Goten cercò laura della ragazza e
non ci mise molto a trovarla. Marron era certamente molto più
forte di un normale terrestre. Per non creare scalpore il mezzo
saiyan atterrò in un vicolo deserto, non era il caso di
atterrare beato e tranquillo in mezzo alla gente!
Goten iniziò a girare per il centro alla
ricerca della ragazza. -Accidenti
! Ma dove sarà finita?
Eppure sono sicuro che fosse la sua aura quella che ho
percepito!- Disse il mezzo saiyan mentre camminava piano tra la
folla.
Ad un tratto, però, vide
laggraziata figura della ragazza che passeggiava lentamente
immersa nei suoi pensieri e a Goten sembrò ancora più bella di
quanto la ricordasse. Il ragazzo rimase un attimo immobile
incerto sul che cosa fare poi, tirando un profondo respiro per
allontanare la tensione, decise di andare da lei, dalla sua
Marron.
-Ciao Marron- Una voce calma e amica la
riportò piano alla realtà. Una voce che proprio in quel momento
aveva sperato la chiamasse.
-Goten
- Marron non poté fare a meno
di lasciarsi sfuggire un sorriso alla vista del mezzo saiyan.
-Credevo che fossi al Palazzo di Dio
- Continuò la ragazza
cercando di trattenere la gioia che aveva provato nel rivederlo.
-Infatti ero là, fra poco entrerò nella
Stanza dello Spirito e del Tempo per allenarmi.- Rispose Goten
senza muoversi.
-Cosa?! Ma
Credevo che Piccolo
lavesse distrutta!- Esclamò lei incredula.
-Appunto, ma Shenron quando mio padre ha
chiesto di riportare tutto come prima dellarrivo di Bu deve
aver ripristinato il passaggio
Almeno è quello che ha
detto Piccolo!- Sorrise Goten con incredibile spontaneità così
da far sorridere anche Marron. Poi il mezzo saiyan tornò serio e
guardando la ragazza domandò. -Però
ecco
Ti
andrebbe di fare un giro
prima?-
Marron lo guardò stranita e felice allo
stesso tempo mentre, senza parlare, annuiva con un lieve sorriso
dipinto sulle labbra.
Oliver e Chichi incapsularono la macchina
poi si diressero verso una delle piazze della città. La donna
era visibilmente nervosa e Oliver, accortosi della sua
inquietudine, le circondò le spalle con un braccio per
rassicurarla. -Cè qualcosa che non va, Chichi?- Domandò
serio luomo.
-Oh
Oh no, Oliver! Non preoccuparti,
sto bene!- Gli sorrise voltandosi leggermente verso di lui.
-Non voglio vederti triste, Chichi, tanto
meno nervosa. Se per caso ho fatto qualcosa di
sconveniente
- Tentò di dire luomo arretrando il
braccio.
Chichi scosse la testa mentre si
avvicinava a lui appoggiando la testa sulla sua spalla. -No, non
hai fatto niente di male, Oliver
davvero. Non
preoccuparti
- Luomo sorrise mentre dolcemente
abbracciava Chichi.
Goten e Marron camminavano fianco a fianco
senza dire una parola, entrambi avrebbero voluto iniziare un
certo discorso ma nessuno dei due riusciva a trovare le parole
giuste per iniziarlo. Il mezzo saiyan osservò un attimo la
ragazza che camminava silenziosa accanto a lui. Devo
dirglielo
Devo sapere che cosa prova per me
Pensò il giovane deglutendo nervoso.
-Ah
ehm
M-Marron
io
-
-Sì, Goten?- Marron si voltò posando i
suoi intensi e meravigliosi occhi scuri su Goten. -Io
-
Balbettò imbarazzato il ragazzo.
-Devi dirmi qualcosa?- Domandò speranzosa
la giovane.
-E-ecco
Ha-hai visto
?! A-al
cinema danno un nuovissimo film di fantascienza!- Esclamò
imbarazzato Goten indicando un provvidenziale manifesto
variopinto attaccato al muro.
-Oh
Sì
- Rispose delusa la
ragazza.
Accidenti a me! Tu guarda che razza
di stupidaggine dovevo tirare fuori! Imprecò tra sé il
ragazzo volgendo lo sguardo.
Marron respirò intensamente e poi parlò
con immensa sorpresa del mezzo saiyan. -Goten
Riguardo a
quello che è successo questa mattina
-
Goten spalancò gli occhi, non avrebbe mai
creduto che sarebbe stata proprio lei a parlarne per prima.
-Volevo dirti che
Sì, insomma io
Io non ce lho
con te
-
Goten sorrise quando, improvvisamente, il
suo sorriso si mutò in una smorfia di incredulità mista a
dolore. Marron si voltò verso di lui sperando in una risposta
ma, quando lo vide in quello stato, il suo volto si invase di
preoccupazione. Allora, rispondi
? Goten?! Che ti
succede?! Sai bene?!- Chiese la ragazza prima di decidersi a
guardare nella direzione in cui lo sguardo del saiyan era fisso.
Le figure allegre e abbracciate di Chichi e Oliver passeggiavano
con tranquillità nel centro della Città dellOvest senza
minimamente sospettare di essere visti.
-Mio Kami
- Riuscì solo a sibilare
Marron prima che Goten si incamminasse deciso verso i due. -Goten,
no! Aspetta!- Esclamò inutilmente la giovane mentre inseguiva
lamico.
La donna e Oliver ridevano spensierati
abbracciati luno allaltra. Chichi si stava divertendo
più di quello che aveva immaginato. Era bello stare in compagnia
di Oliver, la tirava su di morale.
-Oliver
- Disse ad un tratto la
donna.
-Sì?-
-Grazie
Grazie di tutto quello che
stai facendo per me
- Sorrise dandogli un piccolo bacio
sulla guancia. I due si sorrisero a vicenda quando,
improvvisamente, una voce li interruppe.
-Mamma
!- Esclamò Goten fermandosi a
pochi metri dai due. Chichi sentì il suo cuore smettere di
battere nel suo petto.
-Go-Goten
- Mormorò atterrita la
donna.
-Io
Io non voglio crederci
-
Mormorò il mezzo saiyan mentre limmagine della madre
abbracciata alluomo si sfocava tra le lacrime che gli
colmavano gli occhi scuri.
-No, Goten! Aspetta! Non è come credi!-
Cercò di spiegare Chichi mentre si allontanava velocemente da
Oliver.
-È per questo che per tutti questi giorni
non ti ho vista
Eri
Eri con lui
- Disse Goten
rivolgendo un sguardo gelido e ostile verso luomo.
-Goten
Io
Volevo dirtelo! Ma
volevo ce ci fossero anche tuo padre e Gohan
! E poi io e
Oliver è la prima volta che usc-
-Basta! Non voglio ascoltarti!- E così
dicendo volò via mentre calde lacrime amare e dolorose gli
solcavano le guance e si perdevano nellaria.
-Goten! Goten! Aspetta, Goten!- Tentò
invano di fermarlo Chichi ma il mezzo saiyan era ormai lontano.
Marron osservò incredula unultima volta la donna e Oliver
poi si levò in volo allinseguimento dellamico.
Chichi rimase lì in ginocchio, afflitta e
mortificata senza trovare niente da dire, niente da fare.
-Chichi
- Oliver tentò di
avvicinarsi ma un brusco movimento della donna lo allontanò da
lei.
-Cosa sto facendo io qui
?- Mormorò
Chichi quasi inconsciamente. -Goten
Gohan
I miei
bambini
Goku
- Continuò a mormorare sotto lo sguardo
atterrito di Oliver. -Goku
Il mio Goku
-
-Chichi
! Avanti
! Riprenditi!-
Oliver si avvicinò e afferrò la donna per le spalle scotendola
leggermente.
-Oliver
- Disse piano Chichi quasi
risvegliata da un sogno.
-Sì, Chichi, sono io!- La donna lo
guardò un momento.
-No
No
! Io
Io non
posso!- Disse Chichi allontanandosi quasi schifata
dalluomo. -Goku
Io amo Goku
! Mio marito
Goku
!- Continuò alzandosi in piedi mentre Oliver la
guardava con aria esterrefatta.
-Ma
Chichi! Lui
Lui ti ha
tradita!- Esclamò luomo mentre Chichi gli rivolgeva uno
sguardo assente e determinato.
-Non importa
Io lo amo! E voglio
riconquistarlo!-
Goten sfrecciava velocemente nel cielo
diretto al Palazzo di Dio ripensando dolorosamente a ciò che
aveva visto. No
Non è vero
! Mamma
come
hai potuto?! Amare lacrime gli scivolavano via veloci dal
volto trascinate dal vento. Il mezzo saiyan volava e volava,
voleva arrivare il prima possibile al Palazzo di Dende ed entrare
nella Stanza dello Spirito e del Tempo. Non voleva vedere
nessuno, voleva dimenticare. Dimenticare quello che aveva visto.
Solo dimenticare. Dimenticare ogni cosa.
Marron volava al massimo delle sue
energie. Doveva trovare Goten a tutti i costi. Quando lei era
stata male lui cera stato, era stato accanto a lei e
laveva ascoltata e consolata. Non poteva lasciarlo solo in
un momento simile. Doveva assolutamente raggiungerlo!
-Goten
!-
Lontano. Soltanto lontano, il più
possibile da quelle persone, da quelle immagini
Soltanto
dimenticare. Come hai potuto farci una cosa del
genere
?! Come?! Ad un tratto, in lontananza apparve
il Palazzo di Dio. Bene, era quasi arrivato. Goten entrò per la
finestra, in modo da non passare davanti a Crilin, Videl e Dende
che vedendolo in quello stato lo avrebbero certamente ricoperto
di domande.
Lampio atrio era deserto e
lingresso della Stanza dello Spirito e del Tempo sgombro,
sarebbe entrato subito e avrebbe iniziato gli allenamenti
da solo
per un anno. Il ragazzo si avvicinò al portone e
mentre stava per afferrare la maniglia una voce ben conosciuta lo
fermò.
-ASPETTA!- Gridò Marron ansimando.
-Goten
! Ti prego, aspetta un momento!- Disse poi
avvicinandosi al ragazzo che aveva voltato lo sguardo.
-Non dovresti entrare in quella
Stanza
Staresti da solo per un anno e dopo quello
che
- Marron si fermò improvvisamente ricordando la scena
di Chichi e Oliver abbracciati luno allaltra poi
proseguì più lentamente.
-Dopo quello che è successo
Non ti
aiuterebbe affrontare tutto da solo
-
Goten non rispose, Marron poteva vedere
solo le spalle del ragazzo che si ostinava a non parlare. -Oh
Goten
- Mormorò la giovane abbracciando da dietro il mezzo
saiyan in uno slancio di affetto.
Il ragazzo sentì il suo cuore iniziare a
battere sempre più velocemente a quel contatto. Le mani morbide
e vellutate di Marron gli stringevano il torace scolpito e in
quel momento Goten pensò che anche la ragazza potesse sentire il
battito del suo cuore tanto gli pulsava forte nel petto. Sentiva
la sua testa appoggiata dolcemente contro la sua schiena mentre
gli sembrava che i problemi che lo affliggevano solo pochi
istanti prima gli scivolassero via dalla mente leggeri e
silenziosi.
-Non voglio che affronti da solo tutto
questo
! Ci sono io con te, Goten
!-
A quelle parole il ragazzo si voltò
lentamente verso Marron che continuava a tenere la testa bassa.
-Marron, io
- Esitò un attimo posando lo sguardo sulla
ragazza. Era il momento, doveva dirle quello che provava per lei.
-Marron io
io de-devo dirti una
cosa
-
Marron alzò piano lo sguardo sul ragazzo
e le sue guance assunsero il colore dellimbarazzo.
-Goten
se-se riguarda quello che è successo questa
mattina
te-te lho detto
non sono arrabbiata con
te
! Può capitare a tutti
un momento di
debolezza
- Mormorò tristemente la ragazza.
-Un
momento di debolezza
?-
Ripeté Goten tra il confuso e il deluso.
Marron si scostò piano
dallabbraccio del mezzo saiyan mentre rabbrividiva
leggermente alla mancanza di quel tepore sul suo corpo.
Il ragazzo osservò la giovane
allontanarsi da lui e un senso di vuoto lo circondò.
-Marron
Non è stato un momento di debolezza
- Sibilò
il mezzo saiyan prendendo il coraggio a due mani.
Marron alzò di scatto lo sguardo su Goten
che la stava fissando, i loro occhi si persero luno
nellaltro mentre sentivano crescere il bisogno di
stringersi a vicenda. -Goten
di-dici sul serio
?-
Il giovane annuì timidamente. -Sei
Sei molto importante per me, Marron
più di quanto
credessi
-
Marron sorrise radiosa mentre si gettava
tra le braccia del mezzo saiyan. -Oh Goten
! Non sai quanto
ho sperato di sentirti dire queste cose!- Disse la ragazza
sorridendo.
Goten ricambiò il sorriso mentre chinava
il volto sulle labbra di Marron per quel bacio che sembrava
attendere da uneternità. Marron socchiuse gli occhi quando
Dende entrò sbattendo la porta, e facendo sì che il giovane
erede di Goku finisse nuovamente a terra spinto ancora
dallamica.
Il namecciano li guardò confuso passando
lo sguardo prima alla ragazza con le braccia allungate davanti a
sé e poi al mezzo saiyan accartocciato a terra vicino al muro.
-Marron
Goten
Cosa state combinando
?- Chiese
stranito Dende avvicinandosi ai due.
La giovane sorrise nervosa mentre
rispondeva evasiva. -Niente niente! Ohh! Ora devo proprio andare
da papà! Ciao Dende! Buon allenamento Goten!- Esclamò Marron
correndo via.
-A-ah
! Ma-Marron! Aspetta un attimo!-
Chiamò invano il mezzo saiyan osservando sconsolato la ragazza
scappare via.
Dende gettò unocchiata confusa al
giovane che rialzandosi si avviò verso la Stanza dello Spirito e
del Tempo, afferrò avvilito la maniglia e, salutando mesto
lamico namecciano, chiudeva la porta dietro di sé.
-Che strano ragazzo
- Constatò Dende
osservando per un po il portone della Stanza dimensionale.
Piccolo atterrò sul piazzale di fronte al
Palazzo di Dio mentre tutti i presenti gli andavano in contro.
-Allora? Cosha detto Bulma?- Chiese
Crilin fermandosi davanti allamico.
-Ha detto che è tutto pronto e che
possiamo partire quando vogliamo.- Rispose Piccolo per poi
guardarsi intorno alla ricerca di qualcuno.
-Non percepisco laura di Goten, è
già entrato nella Stanza dello Spirito e del Tempo?- Crilin
annuì sorridendo.
-Sì, è arrivato con Marron poi la sua
aura è scomparsa quindi non può che essere entrato!-
Dende e Marron arrivarono in quel momento
e la ragazza si soffermò sul padre che non si era accorto
dellattenzione rivoltagli dalla figlia. Papà
Cosa accadrà una volta che sarete arrivati su Kiton
? Devo
abituarmi al pensiero che non rivedrò più né Goten
né
te
? Si chiedeva angosciata la giovane cercando di non
dare a vedere le sue immense paure.
-Dobbiamo allenarci anche noi, vieni
Crilin.- Disse Piccolo incitando lamico.
-Ma cosa possiamo fare in un giorno,
Piccolo?!- Ribatté Crilin impalato alle spalle del namecciano.
-Forse io ho un idea!- Una voce misteriosa
e ben conosciuta parlò ai presenti. Piccolo alzò il capo
sorpreso.
-Kaioshin il Superiore
davvero non
me lo aspettavo
!-
-In persona!-
Crilin rimase in silenzio ad ascoltare
incredulo. -Ka-Kaio-Kaioshin ci sta parlando!- Balbettò
stupefatto.
-Ascoltatemi bene, forse ho unidea
per farvi allenare un po prima dello scontro
- Piccolo
e Crilin rimasero in ascolto attenti.
-Ci dica, Kaioshin.- Rispose il
namecciano.
-So quello che sta succedendo e non mi
piace per niente
! Luniverso sta per entrare in guerra
e temo che questa volta il pericolo possa essere ancora più
devastante della furia di Majin Bu
Verrete sul mio pianeta
e Kaioshin il Sommo potenzierà le vostre capacità esattamente
come fece con Gohan anni fa.-
Crilin posò lo sguardo su Piccolo che,
con fermezza, ascoltava Kaioshin.
-Bene, credo che sia unottima idea.
Io e Crilin non abbiamo certamente tutti i poteri assopiti che
aveva Gohan quindi credo che ci metteremo molto meno tempo, lei
non crede?- Chiese il namecciano.
Kaioshin rise e rispose. -Certamente! Non
temete! Ora venite con me, non cè un momento da perdere!-
E detto ciò si teletrasportò al Palazzo di Dio per poi
scomparire nuovamente insieme ai due amici.
-Papà!- Chiamò Marron correndo verso il
genitore che scomparve nel nulla insieme a Piccolo e Kaioshin.
-Oh
- Mormorò mesta osservando il
piazzale davanti a lei ormai vuoto. Non era nemmeno riuscita a
salutarlo, appena terminato lallenamento sarebbero
certamente partiti e ciò voleva dire che avrebbe avuto occasione
di vederlo di nuovo solo alla partenza della seconda astronave.
Quanto poco tempo
Era linizio, sia Goten sia suo padre
se nerano andati per allenarsi. Con le mani congiunte sul
cuore, Marron mormorò preoccupata scrutando il vuoto dove poco
prima cera il padre. Goten, papà
Fate
attenzione, vi prego
Intanto, alla
Base delle Brigate del Silenzio
Udite quelle parole Siddan si alzò di
scatto diretto verso luscita.
-Siddan! Dove vai? Aspetta!- Esclamò Goku
fermando il giovane saiyan.
-Se Syra è davvero entrata a Palazzo è
lì che sono diretto!
Goku scosse il capo comprensivo. -Ragazzo,
io capisco che sono stati giorni difficili per te, prima la morte
di Toma, poi la ricaduta della principessa e ora Syra
Ma
non per questo devi rischiare la vita inut-
-No, Goku! Stai sbagliando! Se il mio
sacrificio può servire a salvare la vita di Syra o di
qualcunaltro lo faccio con orgoglio!- Ribatté deciso il
giovane.
-Siddan tu non vuoi capire- Tentò di
parlare Goku ma Siddan lo interruppe bruscamente di nuovo.
-No! No, Goku! Ti sbagli di grosso! Sei tu
quello che non vuole capire! Dannazione, non permetterò che
anche Syra muoia per mano di quei cani maledetti!-
I presenti rimasero zitti e senza parole
allesplosione improvvisa di Siddan.
-Siddan
- Mormorò una voce
proveniente dalla porta alle spalle del saiyan.
-Madre! Cosa ci fai qui?! Sei ancora molto
debole, devi restare a letto!- Esclamò il ragazzo accorrendo
dalla madre.
-Sto già meglio
Non preoccuparti.
Cosè successo a Syra? Ah
!- La donna si impietrì
quando il suo sguardo cadde sul Generale Hitios.
-Che cosa fa lui qui?!- Chiese agitata la
principessa fissandolo incredula.
-Vengo in pace, principessa. Stamani ho
ucciso Gulter e ho accurato che il vero e nostro comune nemico si
chiama Dreinos.-
A quel nome la saiyan sbarrò gli occhi
appoggiandosi debolmente al figlio.
-Madre! Madre, coshai?! Ti senti
bene?!- Domandò Siddan fissando la madre completamente
sconvolta.
-Non può
Non può essere lui
-
Mormorò la saiyan fissando il vuoto.
-Madre
Anche tu ricordi questo
nome
?- Disse piano il giovane principe.
Gli amici di Kiton, Hitios compreso, e gli
amici terrestri si guardarono tra di loro confusi. A cosa si
riferivano la principessa e Siddan? Vegeta si alzò dallo
sgabello e parlò col suo solito tono duro. -Di che state
parlando?-
Il giovane saiyan posò piano la madre su
una sedia e la principessa iniziò a parlare. -Mi ricordo bene di
Dreinos
Ma lo credevo morto, non sapevo fosse
sopravvissuto
-
-Si spieghi meglio
- Disse Goku con
aria assorta.
-Dreinos era un saiyan ribelle proprio
come noi e non faccio fatica ad ammettere che era tra i saiyan
più forti che conoscevo
Siddan, tu ricordi la vecchia
Base? Quella vicino al fiume Juvan, tra le Cascate Eterne?-
Siddan ci pensò un attimo poi rispose.
-Sì
Ma la ricordo molto vagamente, ero piuttosto piccolo
quando fu distrutta da
da Broli, se non sbaglio.-
La principessa Veki annuì continuando.
-Esatto, Siddan. Broli la distrusse completamente sotto comando
di Paragass. Se solo avessimo saputo di quel dispositivo
Circa diciassette anni fa Broli e suo padre atterrarono vicino
alle Cascate Eterne proprio durante una sanguinosa battaglia
contro il Re. Yume, la madre di Syra, li accolse e li portò alla
Base. Dreinos, il saiyan che ha tradito noi ribelli
era il
fratello minore di Yume.-
Tutti i presenti sbarrarono gli occhi in
unespressione di stupore. -Vuole dire che questo
saiyan
è lo zio di Syra?- Chiese Gohan incredulo.
-Esatto, Gohan
Dreinos e Yume erano
fratelli ed erano molto legati. Conoscevo bene entrambi e vi
assicuro che quel ragazzo aveva una forza davvero fuori dal
comune. Era un idolo per i saiyan più piccoli perché nonostante
la sua giovane età aveva già raggiunto un livello di
combattimento eccezionale. Yume era molto fiera di lui
Tutto andò bene fino a quando non arrivarono Broli e suo
padre
Yume si era innamorata a prima vista di quel Super
Saiyan e Dreinos ne era tremendamente geloso. Mentre tutti gli
altri erano affascinati dalla potenza di quello strano saiyan che
era diventato la Leggenda, lui lo detestava. In poco
tempo Broli lo aveva privato di tutto, della sua fama di
guerriero più potente della Base, del suo radicato orgoglio,
della sua amata sorella
I discorsi che Dreinos
intraprendeva mi piacevano sempre meno. Quel giovane saiyan aveva
iniziato a covare un odio per tutti noi che era senza limiti ma
soprattutto il suo odio era rivolto a Broli. Un giorno ascoltati
un monologo di Paragass e così scoprii che voleva vendicarsi su
Vegeta e impadronirsi delluniverso tramite la forza del
figlio. Broli e Yume vissero felicemente fino a quando il padre
del giovane li scoprì e, su tutte le furie, ordinò ai nostri
ragazzi esperti in elettronica di costruirgli un dispositivo
ancora più potente per controllare il volere del figlio.
Obbedimmo ignari della condanna che ci stavamo tirando addosso da
soli. Con il nuovo dispositivo sulla fronte Broli distrusse
tutto
Della nostra Base non rimasero che macerie
Yume
era disperata. Non riusciva a credere che luomo che amava
fosse stato capace di una cosa simile, poco tempo dopo rivelò a
me e a Dreinos di aspettare un figlio
Il figlio del Super
Saiyan della Leggenda
-
-Syra
- Mormorò mesto Trunks
distogliendo lo sguardo.
-Esatto, Trunks
Non dissi niente a
Syra per paura che anche lei diventasse ostile come suo padre e
suo nonno. Non volevo far correre alla mia famiglia altri rischi.
Avevo anchio un figlio da proteggere
- Sibilò la
principessa prendendo tra le sue mani quella di Siddan.
-Che Kami possa perdonarmi per ciò che ho
fatto
- La principessa chinò la testa poi, dopo aver
ripreso un po di auto controllo continuò a raccontare.
-Dopo la partenza di Broli e Paragass,
Dreinos sembrava essersi calmato ma non era così
La
nascita di Syra accrebbe ancora di più il suo astio. Quando
finalmente Yume era di nuovo solo sua arrivava quella bambina
figlia di Broli, il saiyan che lo aveva umiliato in ogni modo, e
gli portava via di nuovo la sua amata sorella. Non poteva
sopportarlo
Restammo tra le macerie della Base per quasi
due anni e fu allora che Gulter, dopo averci individuati ci
attaccò e fu allora che Yume perse la vita nel tentativo di
proteggere la sua bambina. Lunico meraviglioso legame che
le rimaneva col saiyan che tanto amava. Dreinos non la
aiutò
Malgrado Yume lavesse implorato di salvare la
piccola, fu irremovibile.-
Dreinos! DREINOS! Ti prego
fratello mio, dobbiamo portare al sicuro la piccola Syra!
-Si alzò in volo e nel tentativo di
colpire la bambina colpì Yume che le fece scudo col proprio
corpo
Arrivai in ritardo e potei solo assistere impotente a
quella orribile scena. Non persi tempo e attaccai Dreinos
ferendolo a morte
o almeno così credevo
Corsi da
Yume ma era troppo tardi. Con le ultime forze mi mise tra le
braccia la bambina avvolta in un drappo sgualcito. Fu allora che
lo vidi e che mi resi conto della effettiva forza di quella
neonata
- Disse la principessa Veki sospirando.
-Che cosa vide
?- Chiese Gohan
scrutando la principessa.
-Syra porta sul braccio destro una voglia,
una voglia identica allantico simbolo della razza Saiyan. A
testimonianza delle sue origini e in ricordo di una Leggenda
millenaria
- Spiegò assorta la saiyan con stanchezza.
Vegeta voltò lo sguardo. Tutto quello era
assurdo, non era possibile.
-Era nascosto dal mantello
ecco
perché non lo abbiamo visto
- Constatò Gohan ricordando la
prima apparizione della ragazza.
-Dreinos non morì
- Intervenne
dun tratto Hitios che non aveva aperto bocca fino ad
allora. -In pochi sapevano della sua presenza a Palazzo. O
meglio, in pochi sapevano che era un saiyan. Solo io, mio
fratello Zurys, Mirz, Platen e il Re. Dreinos ci convinse che
aveva lasciato i ribelli e che voleva unirsi al nostro esercito.
Fu lui a rivelarci lesistenza dellerede del Super
Saiyan. Dreinos si allenò per anni e anni con un solo
scopo
ununica meta
la vendetta
!
Principessa Veki, lei è in pericolo! Ho ascoltato i suoi piani e
ha detto di volersi impossessare di lei e di una Spada
Sacra
- La regina alzò di scatto lo sguardo impaurita.
-Oh mio Kami
Dimmi che non è la
Spada che credo
- Mormorò.
Siddan sbarrò gli occhi sbigottito.
-Hitios
Non starai cercando di dire che
che Dreinos
è in possesso della Sacra Spada di Diamanti?!- Chiese il giovane
principe scrutando il kitoniano che alzava le spalle confuso.
Vegeta osservò Veki per un momento poi parlò. -Sacra Spada di
Diamanti?- Chiese il saiyan. La regina posò lo sguardo
preoccupato sul fratello.
-Ma come, Vegeta? Non lo ricordi?- Il
principe scosse il capo e la donna iniziò a parlare con
sgomento. -Quando eravamo ancora sul pianeta Vegeta alcuni saggi
ci raccontarono di due Spade Sacre che comparivano ogni volta che
un popolo aveva bisogno di aiuto. Una di quelle era chiamata
Sacra Spada di Fuoco in quanto forgiata col fuoco
dellaraba Fenice, quella era unarma portatrice di
speranza e rigoglio e si diceva in grado di resuscitare i popoli.
Ma questa arma di pace aveva unantagonista, portatrice di
dolore e discordia, la Sacra Spada di Diamanti
si diceva che chi lavesse impugnata fosse diventato
onnipotente. Ma queste Armi hanno un monito, solo chi è degno
può impugnarle, lui e nessunaltro. Se Dreinos è davvero
in possesso di questa Spada e riesce ad impugnarla non abbiamo
scampo
- Spiegò scura la principessa Veki.
-No!- Intervenne Reva tra lo stupore dei
presenti.
-Reva
?!- Lo richiamò la sorella.
-Lasciami dire, Nemes! Cè ancora una speranza! Se Syra è
la figlia di Broli forse potrebbe impugnare la Spada di Fuoco e
contrastare Dreinos!- La regina sorrise tristemente.
-Syra non è abbastanza forte per
Dreinos
Lo conoscevo e vi assicuro che è molto più forte
di quanto possiate immaginare
e se è vero che si è
allenato ancora più duramente non faccio fatica a credere che
possa avere raggiunto il livello di Super Saiyan.-
Goku sospirò, era un vicolo cieco.
Avrebbero dovuto sconfiggere Dreinos e riportare Syra a casa, ma
come potevano fare?
-Lunica cosa che possiamo fare è
andare a palazzo e affrontare Dreinos.- Disse infine Goku mentre
gli altri lo scrutavano seri e assorti. Aveva ragione, se
volevano che la pace tornasse su Kiton e che Syra tornasse a casa
avrebbero dovuto sconfiggere Dreinos. Una volta per tutte.
Nel frattempo, al Palazzo del Re
Dreinos uccise con un ki un ultimo soldato
kitoniano mentre, con aria stanca e mesta Syra gli si avvicinava
lentamente.
-È tutto a posto!- Sorrise il saiyan
circondando la ragazza con un braccio. -La Spada è già sulla
navicella e tutto è pronto per la nostra partenza!- Esclamò
fiero del suo operato indicando lastronave con i motori
già accesi. -Devi solo darmi le coordinate del pianeta Terra e
poi possiamo partire!- Dreinos osservò un momento la giovane che
teneva la testa bassa. -Syra
va tutto bene?- Chiese
luomo con tono affettuoso.
-K6 25mz verso Nord-est
- Mormorò
Syra.
-Cosa
?- Chiese confuso Dreinos.
-K6 25mz verso Nord-est
Sono le
coordinate della Terra.- Sibilò la giovane saiyan senza guardare
luomo. Dreinos si avvicinò alla ragazza e la prese tra le
braccia stringendola a sé.
-Oh Syra, Syra
! Mi dispiace così
tanto che tu soffra per quella gente
! Non lo meritano, ma
tu sei di buon cuore
come me
! E di me puoi
fidarti
questo lo sai, vero?- Chiese con dolcezza il
saiyan. La ragazza si asciugò goffamente le lacrime e abbozzò
un leggero sorriso. -Sì, zio Dreinos
-
Syra si strinse di più al saiyan in cerca
di conforto mormorando piano.
Tu sei lunico di cui mi posso
fidare
-
A quelle parole Dreinos sorrise malvagio.
Si avviò ai quadri dei comandi del laboratorio del palazzo e
dopo aver premuto vari pulsanti la cupola della reggia si aprì
lasciando libero il passaggio alla navicella. Osservò lo
squarcio di cielo terso che traspariva dalle mura del palazzo
avviandosi verso la nipote e, con una lieve spinta sulla spalla
disse. -È il momento
Andiamo.-
Syra rimase in silenzio a scrutare
lastronave mentre pensava scura. Non avrebbero dovuto
farci questo
! Principessa Veki
io mi fidavo di lei!
La consideravo come una madre! E Siddan
Jana
Reva
Nemes
Mi avete tradita! Come avete potuto?!
Nemes
noi eravamo amiche
! Goku
Gohan
Goten
loro hanno ucciso mio padre
Goku mi ha
mentito
ha finto che gli importasse di me e della sorte di
tutti noi quando invece erano tutte bugie
! Me la
pagherete
Me la pagherete tutti quanti! Disse tra sé
la ragazza mentre, con decisione si imbarcava sulla navicella.
Intanto, alla Base dei Saiyan
ribelli
Trunks alzò bruscamente la testa
avvertendo chiaramente unaura ormai molto familiare. -Oh
no
Papà! Goku! Gohan, Siddan! Presto! Venite qui subito!-
Gridò il mezzo saiyan dalla torretta di avvistamento.
In pochi secondi furono tutti sulla
piattaforma della Base saiyan. No, non cera alcun
dubbio
-È laura di Syra
- Disse Gohan guardando
Siddan che pareva più che preoccupato.
-Avverto unaltra presenza accanto a
lei
Credete possa essere Dreinos?- Chiese assorto Trunks.
-È più che probabile.- Ringhiò Vegeta.
-È potentissimo
E non credo nemmeno
che sial al massimo della sua aura
Non mi piace per
niente
!- Disse Gohan osservando i cunicoli sopra di loro.
-Dobbiamo raggiungerli!- Terminò Trunks
alzandosi in volo. Siddan lo seguì senza indugi e Vegeta, Gohan
e Goku non poterono fare altro che imitarli.
-Goku!- Chiamò una voce dietro i cinque
amici.
Il saiyan si voltò verso la voce lo aveva
chiamato per vedere Nemes, Jana e Reva con alle spalle
lintera schiera dei ribelli.
-Noi vi seguiremo a distanza. Non appena
lo scontro inizierà attaccheremo anche noi.- Disse la giovane
amica di Syra con un sorriso deciso dipinto in volto. Goku
sorrise a sua volta mostrando il pollice poi uscì dai cunicoli
di emergenza a seguito degli amici.
Syra
Pensò tra sé
Siddan mentre sfrecciava veloce nel cielo. Il figlio del principe
era davanti a lui e volava veramente veloce. Era chiara come il
sole la differenza di forza che li divideva, nonostante Trunks
fosse più piccolo di lui e fosse un saiyan solo per metà gli
era incredibilmente superiore. I suoi pensieri si spostarono
nuovamente a Syra
e a Dreinos.
Ricordava qualcosa dello zio di Syra, ma
gli sembrava di ricordare che fosse morto tentando di sconfiggere
il Re
Aveva poca importanza, in quegli anni le menzogne non
erano mancate alla Base. Tutte in buona fede, ma pur sempre
menzogne. Capiva la collera che Syra provava in quel momento e
non osava nemmeno immaginare cosa lavesse spinta a
Palazzo
Forse Dreinos laveva rapita! Forse
nel rivederla il suo antico odio si era risvegliato e ora voleva
vendicarsi! Ma forse erano ancora in tempo
Percepiva ancora
laura della ragazza. Ma dovevano sbrigarsi! Avvertiva anche
quella di Dreinos ed era vicinissima alla fonte di energia
emanata da Syra! Dando fondo a tutte le sue energie Siddan
aumentò incredibilmente la sua velocità superando Trunks che
dapprima lo guardò confuso poi sorridendo lo seguì a sua volta.
Dovevano fare in fretta, sentiva
distintamente che stava per accadere qualcosa di irreparabile.
Vegeta non era tranquillo e il ricordare la profezia delle due
Spade Sacre non lo aveva aiutato a calmarsi. Broli
Sempre
lui a tormentarlo, a ricordargli che non è mai stato il primo.
Non bastava quel saiyan di infimo livello di Kakaroth a dargli
sui nervi, quel maledetto Broli doveva perseguitarlo anche
dallaldilà con sua figlia. Syra non aveva colpa ma
rischiava di mettere nei guai sé stessa e gli altri, dovevano
fermarla ad ogni costo. Ne andava della salvezza del loro popolo.
Goku si affiancò a Siddan ad occhi
spalancati.
Unenorme astronave si intravedeva
maestosa dalla cupola più alta della reggia del Re. Un boato e
una nube di fumo circondò lastronave.
Nonostante la velocità notevole a cui
volavano, quando i cinque saiyan furono vicini Palazzo, poterono
solo assistere inermi allimprovvisa partenza
dellastronave di Dreinos e Syra che sfrecciava via nel
cielo.
Siddan guardò disorientato e impotente la
navicella allontanarsi e in preda alla disperazione gridò con
tutte le sue forze. -SYRAAA!!-
Syra alzò bruscamente la testa voltandosi
a guardare fuori dal piccolo finestrino accanto a lei.
Limmagine dei suoi ex amici si rimpiccioliva sempre di più
fino a lasciare il posto alle stelle mentre la voce di Siddan
ancora accompagnava i suoi pensieri confusi.
Dreinos posò lo sguardo sulla ragazza
molto pensieroso. Sto rischiando
Lalleanza con
la mocciosa non è per niente stabile
Ma ho ancora bisogno
di lei. Una volta che avrà evocato questo Drago e che avrò
impugnato la Sacra Spada di Diamanti la toglierò di mezzo una
volta per tutte. Mi hai intralciato fin troppe volte
ragazzina
e per colpa tua Yume è morta! Ma io vendicherò
la sua scomparsa offrendo ai demoni degli Inferi la tua anima! In
un solo colpo mi vendicherò sia di ciò che mi hai costretto a
fare alla mia adorata sorella e di ciò che tuo padre ha fatto a
me! Dopo di chè mi occuperò dei saiyan ribelli
e della
Principessa! Grazie alle Sfere del Drago non avrò bisogno del
suo sangue per impugnare la Sacra Spada di Diamanti e la mia
tanto attesa Vedetta potrà essere della giusta misura per la
cara e prodiga Principessa Veki! E con questi pensieri la
navicella intraprese il viaggio verso la Galassia del Nord e
verso la Terra.
Nel frattempo, sulla Terra
Goten chiuse mesto la porta della Stanza
dimensionale dietro di sé ma quando alzò gli occhi il suo
sguardo si scurì e la sua espressione un po ebete mutò in
una smorfia di sbigottimento. Davanti ai suoi occhi increduli una
distesa immensa di macerie sostituiva il lussuoso palazzo
argentato che ricordava dalla sua infanzia.
-Mio Kami
Ma
che diavolo è
successo qui?- Si chiese Goten avanzando di qualche passo
spostando alcuni detriti.
Fece un giro di ricognizione attorno a
quelle rovine e, con immenso sollievo, constatò che le dispense
erano ancora discretamente integre. Ad un tratto il mezzo saiyan
ebbe un lampo di genio e arrivò al motivo di tutte quelle
macerie. -Oh
! Ci sono! Ora ho capito! Entrando in questa
stanza si cambia dimensione e il Drago Shenron può esercitare i
suoi poteri solo nel nostro mondo! Ha ripristinato il passaggio
ma non ha modificato nulla di quello che cera in questa
stanza! Ahh! Che intuito fenomenale!- Si elogiò il ragazzo
osservando lelegante e rinnovata porta in forte contrasto
con le rovine del palazzo. -Bene! E adesso
Iniziamo
lallenamento! Uhm
Bhè
Forse prima è meglio
mettere qualcosa sotto i denti! Non posso certo rischiare di
svenire nel bel mezzo dellallenamento! Eh eh eh!- Sorrise
Goten mentre raggiungeva, trotterellando, le dispense con la
caratteristica gioia di tutti saiyan quando si tratta di cibo.
Piccolo, concentrandosi, sedette sul
florido prato a gambe incrociate mentre il vecchio Kaioshin
iniziava a saltellargli intorno pronunciando frasi magiche e
incomprensibili per iniziare il rito.
-Hey Kaioshin
- Chiamò a bassa voce
Crilin la strana fusione dei due esseri superiori. -Si
?-
Rispose Kaioshin il Superiore.
Il vecchio amico di Goku aveva
unaria un po scettica mentre continuava.
-Non per mancare di rispetto ma
Siamo proprio sicuri che Kaioshin il Sommo ha tutte le rotelle a
posto?-
Sulla testa del povero Kaioshin apparve
una gocciolina, mentre lanziano essere superiore sbraitava
a Crilin di averlo sentito e di non osare mai più simili
oltraggi ad una divinità.
Gli allenamenti dei nostri eroi proseguono
a gonfie vele
o quasi
Bhè
Limportante è che
proseguano
no?
Ma ora diamo unocchiata a ciò che
sta accadendo alla povera Chichi
Avrà davvero capito che Goku è
lunico uomo della sua vita? E Oliver come reagirà a questa
notizia?
Nel frattempo, in una delle piazze della
Città dellOvest
Oliver guardò confuso la donna poi,
ritrovando calma e distacco disse. -Oh Chichi
Posso capire
come ti senti ora
Il rivedere Goten ti ha confusa, in più
tutte queste emozioni tutte insieme
Non hai ancora superato
il fatto che Goku
- Si interruppe un momento nel vedere lo
sguardo freddo e astioso della donna. -
Chichi
Lo sai
anche tu
!-
Chichi si alzò in piedi esclamando. -Certo
che lo so! Il punto è che io amo Goku! Lho sempre amato e
lo amerò sempre! E non mi importa se ha avuto una relazione con
Bulma! Io lo riconquisterò, accidenti, fosse lultima cosa
che faccio!- E determinata si incamminò lasciando solo Oliver
che continuava inutilmente a chiamarla.
Chichi arrivò di fronte allo stabilimento
della Capsule corp suonando con decisione alla porta. -Chi è?-
Chiese il dottor Brief dal citofono.
-Sono Chichi, dovrei parlare con Bulma,
posso entrare?- Rispose la donna stringendo forte i pugni.
-Mi dispiace, Chichi. Bulma è appena
uscita con C18, Bra, Pan, Mr Satan e Bu! Ma accomodati
intanto
!- Nessun suono uscì dal ricevitore mentre il padre
di Bulma aspettava la risposta della donna. -Chichi
?
Chichi? Ma dove sei?- Chiese il dottor Brief fino a quando
lasciò perdere e agganciò il ricevitore alzando con fare
confuso le spalle.
Chichi non perse tempo, senza lasciare
finire il padre di Bulma prese dalla borsetta una macchina di
scorta incapsulata e guidò verso la Kame House. Sicuramente il
maestro Muten sapeva doverano diretti se non erano andati
alla sua isola.
Chichi, prima di andare dal maestro Muten,
passò a casa del padre per fare scorta di Capsule. Non ci
metterò molto! Il monte Padella è di strada! Pensò tra
sé intravedendo labitazione del genitore.
Fermò la macchina davanti al portone e
scese freneticamente correndo verso la casa. -Ciao papà!-
Salutò sbrigativa la donna dirigendosi come un fulmine al piano
di sopra.
-Oh, Chichi! Sei già di ritorno? Ma
Oliver non è con te?- Chiese calmo e sorridente il padre mentre
vari oggetti volavano via al passaggio di Chichi. Sulla testa di
Juma apparve una gocciolina nel vedere la casa apparire come un
campo di battaglia dopo limpetuoso arrivo della figlia.
Chichi saltò letteralmente la rampa di
scale e salutando velocemente il padre imboccò la porta. -Adesso
non posso spiegare! Sono di fretta! A presto papà!- E così
dicendo Chichi saltò sullauto e scomparve
allorizzonte mentre il povero Juma la guardava con aria
confusa.
-Più Veloce
! Più Veloce
!
PIù Veloce!- Esclamò determinata la donna mentre la macchina
sobbalzava pericolosamente per le strade terrose della gioiosa
campagna circostante il monte Padella. Chichi era fuori di sé,
era assolutamente decisa a discutere faccia a faccia con Bulma e
lavrebbe fatto. In poco tempo Chichi raggiunse il mare e
saltando abilmente giù dallauto aprì un motoscafo
incapsulato. Salì velocemente a bordo e partì con
unimpennata verso la Kame House lasciando dietro di sé
unimmensa scia dacqua e schiuma di mare.
Arrivata allisola la donna scese
decisa dal veicolo e chiamò a gran voce.
-Maestro Muten! Maestro vieni fuori!
Muoviti!-
Il vecchio uscì dalla casa con Olong e la
fida tartaruga millenaria mentre Chichi si avvicinava prendendolo
pericolosamente per il bavero della camicia.
-Si? Chi è? Ah-ah! Chi-Chichi! Ma-ma
sei
Sei impazzita?!- Balbettò il maestro dimenandosi tra
stretta della donna dagli occhi infuocati.
-Muten! Dimmi dovè Bulma?! Avanti!
Parla!- Ordinò Chichi stringendo tra le mani il collo del povero
maestro Muten.
-Io-io non lo so!- Farfugliò luomo
mentre la sua carnagione si sfumava sempre di più al viola e al
blu.
-Ahh! Non ti credoo!- E con un gesto
fulmineo Chichi scaraventò il povero maestro contro una palma.
La donna si girò spietata verso la tartaruga e Olong che,
indietreggiando, si affrettò a rispondere.
-Ahh! Chichi! Aspetta! Non sappiamo
niente, noi- Olong si interruppe allo squillare del telefono e la
tartaruga si avviò verso la casa per rispondere.
Dopo pochi minuti uscì e, spaventata,
mormorò. -Eh
Era-Era Bulma
Ha detto che sono tutti
al Palazzo di Dio se-se vogliamo raggiungerli
-
Chichi sinfiammò di rabbia e
aprendo un aereo incapsulato partì veloce alla volta del Palazzo
di Dende. Olong e la tartaruga guardarono la donna sfrecciare via
nel cielo mentre Muten si rialzava dolorante e raggiungeva i due
amici. -Ma-ma cosa aveva?!- Chiese indolenzito il maestro mentre
gli altri alzavano preoccupati e confusi le spalle.
-Bulma! Non ti permetterò di portarmi via
mio marito, stanne certa! È ora di mettere in chiaro le cose! Vedrai
di che cosa è capace Chichi Son!- E decisa scattò veloce verso
il Palazzo.
Bulma interruppe la comunicazione con un
pulsante dal quadro dei comandi dellaereo. Ecco
fatto! Ho avvertito anche Muten, ora dovremmo esserci tutti!-
Disse Bulma sorridendo mentre si voltava indietro a guardare i
passeggeri. La squadra era quasi al completo, erano presenti
Yamcha, Pual, Mr Satan, Bu, Bra, Pan, Videl e C18. Mancavano solo
Muten, Olong e
Chichi. Già, chissà se Chichi sarebbe
venuta, dopotutto non laveva nemmeno avvisata
Era suo
dovere! La donna sarebbe stata in pena da morire a sapere che
cerano guai su Kiton ma come amica era suo dovere
avvertirla! Bulma prese le cuffie e mise gli auricolari alle
orecchie prima di comporre il numero.
-Hey Bulma, chi stai chiamando?- Chiese
Yamcha avvicinandosi allamica. La donna non rispose
ascoltando squillare il telefono.
-Bulma
? Hey! Sei ancora fra noi?-
La moglie del principe non diede risposta
alluomo aspettando qualche secondo prima di riagganciare.
Accidenti
Pensò tra sé. Chichi non è
ancora tornata a casa
Proverò da suo padre! Compose
il numero e dopo una breve attesa il vecchio Juma rispose al
telefono.
-Pronto, chi parla?- Chiese luomo
alzando la cornetta. -Salve, sono Bulma. Cè Chichi per
favore?- Rispose la donna alzando la testa.
-Oh, ciao Bulma
Chichi non
cè, è uscita circa unora fa. Perché la cercavi?-
Chiese scuro il vecchio.
-Bhè
Volevo avvertirla che Goku e
gli altri stanno avendo alcuni problemi su Kiton e che domani
partirà la seconda navicella
- Spiegò la donna con voce
mesta. Juma sospirò poi riprese a parlare.
-Capisco
Bulma, so quello che è
successo e volevo- Bulma interruppe lo Stregone prendendo la
parola. -Lo so, lo so che è stata una sciocchezza cercare di
nasconderglielo! Non so cosa mi ha preso però deve ammettere che
la reazione di Chichi è stata un po esagerata! Per una
stupidaggine del genere finire subito tra le braccia di
quelluomo- Bulma si morse la lingua dopo aver detto quella
frase.
-Ma
Bulma
Anche tu sai di
Oliver?- Chiese confuso il vecchio.
La donna sospirò e rispose.
Purtroppo Sì
Ero venuta a cercarla e lho
trovata abbracciata a quello
Non credo che Chichi si sia
accorta di me.- Spiegò Bulma mentre il padre dellamica
sospirava sconsolato.
-Su questo devo darti ragione mio
malgrado
Anche secondo me ha reagito troppo impulsivamente.
Ma come avete intenzione di metterla con Goku?- Chiese
luomo preoccupato.
-Mi dispiace tanto che abbiano litigato
per colpa mia
Davvero non avrei voluto
! Ma passerà!
Ne sono certa!- Disse Bulma rallegrandosi un po.
Il vecchio rimase stranito un attimo. Non
avrebbe mai immaginato che Bulma fosse così
strana! Prima
ruba il marito allamica, se ne pente e decide di
renderglielo dicendo che passerà!
-Io credo che dobbiate parlarne tra di
voi, appena Chichi tornerà le dirò che hai chiamato
-
Concluse lanziano Stregone mentre Bulma terminava di
parlare. -Dica a Chichi che la aspettiamo il prima possibile al
Palazzo di Dio, grazie e arrivederci.- E dopo entrambi
agganciarono il ricevitore.
Bulma sospirò, perché Chichi alla prima
scusa era andata con quel Oliver? Possibile che davvero non
amasse più Goku? Già
Povero Goku
Chissà come
avrebbe reagito a una notizia del genere
E Goten e
Gohan
Poveri ragazzi
No! Doveva esserci una
soluzione! Lunica cosa da fare era parlare con Chichi! E
con questi propositi atterrò nel piazzale di fronte al Palazzo
mentre Marron, Videl e Dende li accoglievano.
Nel frattempo, su Kiton
Siddan si gettò a terra con le mani fra
gli scuri capelli, lo sguardo perso nel vuoto nel ricordo di una
persona cara e nellinutilità della loro corsa a palazzo.
Syra era partita, se ne era andata da Kiton
E pareva non fosse stata costretta. Syra
era salita di sua spontanea volontà sulla navicella, la sua aura
era calma quando si era imbarcata sull'astronave di Dreinos. Syra
voleva partire, e tutto era successo per colpa loro e della loro
stupida superficialità
Trunks continuò a scrutare il cielo quasi
senza rendersi conto di ciò che era appena successo. Syra era
partita con Dreinos
Era assurdo!
Goku gettò uno guardo a Vegeta, sapeva
ciò che il principe stava pensando.
Credi che si siano alleati, è così
Vegeta? Chiese il saiyan comunicando telepaticamente.
Vegeta, con un mezzo sorriso, lanciò unocchiata al suo
eterno rivale sorprendendosi che quel saiyan inferiore fosse
riuscito a imparare una sua tecnica. Credo di sì e non è
una buona cosa. Se questo saiyan, Dreinos, è così potente come
Veki afferma potremmo avere dei problemi. Syra è molto più
forte di quello che crede e se Dreinos riuscisse ad utilizzare a
pieno i poteri della ragazzina non so che cosa potremmo
aspettarci. Goku rimase in silenzio. In parte era anche
colpa sua se Syra aveva deciso di unirsi a Dreinos, avrebbe
dovuto dirle subito ciò che sapeva. Ma ormai era troppo tardi,
chissà quali piani aveva in mente quel pazzo
Perché era
partito con una navicella? Perché aveva portato Syra con sé se
la odiava? Perché non aveva portato a termine il piano che
Hitios aveva rivelato ai saiyan ribelli? Perché aveva rinunciato
alla sua vendetta? No
Qualcosa non quadrava. A meno chè
Dreinos non avesse in mente qualcosaltro, ma che cosa?!
Gohan si avvicinò lentamente a Siddan
appoggiandogli con fare comprensivo una mano sulla spalla.
-È stata colpa mia
- Mormorò il
ragazzo fissando il vuoto.
Il mezzo saiyan sospirò. -È stata colpa
nostra
-
Trunks si intromise tra i due con
decisione. -Dobbiamo trovarla.-
-Una cosa per volta, prima dobbiamo
avvertire i saiyan della Base.- Disse Vegeta col suo solito tono
duro.
-Ma Syra potrebbe essere in pericolo!-
Insistette il giovane mezzo saiyan mentre il padre gli rispondeva
austero. -Non possiamo mettere in pericolo la vita di altri
saiyan!- Trunks rimase zitto, non credeva che il principe fosse
capace parlare così. Siddan si alzò in piedi e levitò
fermandosi sopra le teste dei saiyan presenti. -Vegeta ha
ragione. Dobbiamo raggiungere la Base delle Brigate e avvertire
gli altri.- E così dicendo si mise veloce in volo verso ovest
seguito dagli amici.
Arrivati alla Base delle Brigate del
Silenzio Siddan, Vegeta, Goku e Gohan si recarono dalla
principessa mentre Trunks raggiunse Hitios e Nemes che erano
appena atterrati con larmate delle Brigate che avrebbe
dovuto dargli man forte in caso di attacco. -Io avverto gli altri
e vado a vedere se hanno già individuato la navicella.- Così
dicendo il figlio del principe si allontanò.
Una volta entrati nelle stanze della
principessa i cinque saiyan videro Jana e un anziano medico
allontanarsi lentamente dal letto della donna e Siddan,
preoccupato, si avvicinò allamica.
-È solo un accertamento. Il medico la sta
visitando.-
-Siddan
Avete trovato Syra?-
Domandò inquieta la principessa.
Siddan abbassò lo sguardo lasciando la
parola a Goku. -Principessa, Syra è partita con Dreinos a bordo
di unastronave, non siamo arrivati in tempo.- Spiegò il
saiyan mentre gli occhi imploranti e sgomentati della donna di
spostavano da un saiyan allaltro.
-Come
Come partita con Dreinos?! Ma
dove sono diretti?!- Chiese nervosa la principessa. Il figlio le
si avvicinò cercando di tranquillizzarla. -Stai calma, madre,
non devi agitarti.-
-Ma come posso stare calma?! Syra è con
Dreinos! Voi non sapete di cosa è capace quelluomo!-
Jana si avvicinò alla principessa nel
tentativo di convincerla. -Principessa, siamo tutti in pensiero
ma deve rimanere tranquilla, ci occuperemo noi di tutto! Le pensi
soltanto a riposare!-
Mentre Siddan e Jana rassicuravano la
principessa Veki, Gohan notò lespressione scura del padre
e gli si avvicinò. -Papà, dove pensi che siano diretti?- Goku
sospirò mentre iniziava a parlare.
-Non lo so davvero, Gohan
A quanto
pare Dreinos ha cambiato i suoi piani
Deve avere in mente
qualcosa, e noi dobbiamo scoprire cosa se vogliamo trovare Syra!-
Ad un tratto Trunks e Reva entrarono nella
stanza, entrambi parevano sconvolti mentre il mezzo saiyan
iniziava a parlare. -Papà, ragazzi
Noi abbiamo
Abbiamo agganciato il segnale della navicella di Dreinos e Syra e
siamo riusciti a calcolare la rotta presa
dallastronave
-
Nessuno osò rispondere mentre,
visibilmente turbato il ragazzo terminava la frase. -È diretta
verso la Galassia del Nord
-
I volti di Goku, Gohan, Vegeta e la
principessa si incupirono mentre Siddan guardava confuso gli
amici.
-Mio Kami
È diretto sulla
Terra
- Balbettò Gohan mentre Goku e Vegeta rimanevano
assorti nei propri pensieri.
-Sulla Terra
? Ma
Ma non è il
vostro pianeta?- Domandò stranito Siddan passando gli occhi
sugli amici terrestri presenti.
-Infatti
- Rispose preoccupato
Trunks.
-Cosa avrà intenzione di fare sulla
Terra?- Domandò piano e assorto Gohan abbassando leggermente lo
sguardo. In quel momento anche Nemes entrò nella stanza
avvicinandosi al fratello minore, anche lei era al corrente di
ciò che stava succedendo.
Goku era assorto nei suoi pensieri;
perché, se quel Dreinos era veramente così forte, non li
affrontava e si vendicava una volta per tutte? Qualera lo
scopo di tutto quel mistero? Dellalleanza con Syra? Per
quale ragione era diretto nella Galassia del Nord? Cosa
cera sulla Terra che gli interessava? Cera solo un
modo per scoprirlo. Goku alzò serio lo sguardo posandolo su
tutti i presenti. -Dobbiamo inseguirli e scoprire che intenzioni
ha Dreinos. Partiremo subito per la Terra.- Sentenziò il saiyan
voltandosi verso Gohan, Trunks e Vegeta.
Nemes sospirò iniziando a parlare. -Goku,
io
Mi dispiace di non avervelo detto prima ma eravamo così
occupati che
Sì, io
-
Il saiyan osservò la ragazza mentre
Trunks le chiedeva confuso. -Detto cosa?- Nemes trasse un
profondo respiro rispondendo.
-La vostra navicella ha subito alcuni
danni allatterraggio. Non è niente di troppo grave ma non
potrebbe sostenere un viaggio interspaziale senza le parti di
ricambio e le dovute riparazioni
-
Gohan abbassò lo sguardo, cosa si poteva
fare? Siddan lasciò la mano della madre che aveva stretto nelle
sue fino ad allora e, avvicinandosi con fermezza a Goku, iniziò.
-Goku, i nostri tecnici ripareranno la navicella e dopo partirò
con voi al posto di Syra, potreste avere bisogno di aiuto.-
Il saiyan rimase un momento ad osservare
la decisione che bruciava negli occhi del ragazzo quando una voce
sintromise nel discorso. -Siddan ha ragione.- Disse il
Generale Hitios entrando nella stanza. -Da soli potreste avere
dei problemi. Parlerò al mio popolo e spiegherò loro come
davvero stanno le cose, li convincerò ad aiutare i saiyan nelle
riparazioni così risparmieremo molto più tempo e appena saremo
pronti partiremo per la Galassia del Nord. Cosa ne dici, Goku?-
Chiese il kitoniano con un leggero sorriso speranzoso. Goku
sorrise sconfitto dalla decisione dei due mentre il volto di
Siddan si scuriva.
-Come sarebbe partiremo?-
Domandò il giovane principe avvicinandosi al Generale con aria
diffidente e allo stesso tempo scontrosa.
Hitios fece un leggero ghigno rispondendo.
-Sarebbe quel che ho detto! Partirò anchio per la Terra,
principino! Non penserete davvero di riuscire a sconfiggere
Dreinos senza il mio aiuto spero! Sono lunico che ha avuto
contatti con lui negli ultimi anni anche se in modo poco
approfondito!- Hitios sorrise determinato mentre terminava la
frase. -Dovete ammettere che potrei esservi molto utile per
sconfiggere quel pazzo
!-
Siddan rise canzonatorio nel tentativo di
nascondere il suo disappunto.
Hitios guardò il giovane con sguardo
indispettito e rispose secco. -Che cosa vorresti insinuare con
questa risata?!-
-Non insinuo niente, Generale! Dico la
verità!-
Goku osservò preoccupato Hitios e Siddan
mentre, con un sorriso bonario cercava di calmare la tensione che
sera formata tra i due. -Andiamo ragazzi! Non è il caso
di
- Il povero saiyan si interruppe nel guardare gli occhi
del saiyan e del kitoniano, il loro disaccordo sembrava quasi
bruciare.
-Vorresti dire che io non potrei darvi una
mano sulla Terra perché non ne sono allaltezza?!- Chiese
duro il Generale.
-Esatto! Abbiamo visto tutti come tu e gli
altri Generali combattete! Il povero Mirz è stato ucciso da
Reva, un ragazzino di quindici anni, e da Jana, una ragazza che
per di più non ama gran chè battersi!- Esclamò Siddan
scrutando i penetranti occhi del kitoniano mentre indicava i due
amici zitti e preoccupati in disparte.
-Erano due contro uno non ha alcuna
importanza la loro età!-
-Allora cosa mi dici del tuo caro
fratellino?! Se non fossi intervenuto tu avrebbe fatto la fine
che si meritava come quel vile di Platen!-
Hitios scattò sul saiyan e gli afferrò
la maglia che emergeva dal collo dellarmatura, Siddan
seguì il suo esempio afferrando la casacca dellalieno.
-Vuoi batterti?!- Sfidò duro il giovane
principe.
-Non osare mai più parlare di mio
fratello a quel modo. Mi sono spiegato?-
La principessa Veki sbarrò gli occhi a
quella scena mentre Goku, Trunks e Gohan si avvicinavano
velocemente ai due per dividerli.
-Io ho risparmiato la vita e quel verme
codardo del Generale del Sud e lui ha attaccato Toma alle spalle!
Ha avuto ciò che meritava! E se vuoi davvero saperlo Generale,
io credo che non sia stato sufficiente!- Esclamò Siddan fissando
i chiarissimi occhi pieni di astio del kitoniano.
-Ora finitela! Siddan, Hitios, basta!-
Intimò invano Gohan cercando di trattenere i due litiganti.
-Stava soltanto eseguendo gli ordini che
gli erano stati impartiti! Eravamo nemici allora!- Rispose ostile
Hitios dimenandosi tra la stretta di Goku.
-È vero, ma noi ribelli non abbiamo mai
ucciso uno dei vostri alle spalle! È unazione ignobile e
vigliacca! Voi siete ignobili e vigliacchi! Lo siete sempre
stati!- Esclamò Siddan cercando di colpire lalieno mentre
Gohan e Trunks lo trattenevano a malo modo.
-Mi spiace per quel ragazzo ma non è
colpa mia! Se fosse stato più attento alla battaglia si sarebbe
accorto del pericolo e tutto ciò non sarebbe accaduto!- Obiettò
il Generale mentre Siddan perdeva il controllo e, liberatosi
dalla stretta degli amici, si avventava violentemente su di lui.
-Ora smettetela! Tutti e due!- La voce di
Goku emerse quasi dal nulla mentre entrambi i rivali finivano a
terra con la guancia rossa e dolorante.
Siddan aprì piano gli occhi per
focalizzare ciò che era accaduto e vide Goku che, serio,
ritirava il braccio con la mano ancora stretta in un pugno.
-Goku
- Mormorò spaesato il ragazzo.
-Goku
! Perché mi hai colpito?!
Avevo tutto sotto controllo!- Esclamò Hitios rialzandosi e
massaggiandosi lentamente la guancia.
-Ah! Certo come no
?!- Sogghignò
ironico il principe dei ribelli mentre il Generale gli lanciava
unocchiata di fuoco.
-Ora basta, Siddan!- Si intromise austera
Veki che, nel frattempo si era alzata e aveva faticosamente
raggiunto i due. La sua voce era tagliente e dura, esattamente
come quella solita di Vegeta; ma sentirla usare da quella donna,
che pareva tutto meno che così glaciale, ammutolì tutti i
presenti, litiganti compresi.
-Madre
-
-Mi meraviglio di te! Non voglio più
assistere a simili e sciocche baruffe da ragazzini immaturi,
soprattutto in una situazione come questa! Sono stata chiara?!-
Esclamò austera la donna mentre i suoi scuri e magnetici occhi
erano fissi su Siddan e Hitios. -Syra è in pericolo e noi
dobbiamo salvarla. Nemes!- Chiamò dura la saiyan mentre,
trasalendo, la ragazza si faceva avanti con un fioco -Sì
?-
-Avverti Kikoth di formare una squadra e
di partire immediatamente per la valle delle Cascate Eterne.
Farete un accurato controllo della nostra vecchia astronave e
sostituirete le parti danneggiate della navicella di Vegeta con
quelle della nostra cosmonave, così dovreste riuscire anche a
adattare la navicella ad un equipaggio di almeno otto
persone
!- Disse biasimevole la principessa spostando lo
sguardo a Siddan e Hitios, poi continuò. -Con le nostre
tecnologie dovreste riuscirci nel giro di circa una decina
dore. Trunks! Gohan!- I due ragazzi deglutirono quando i
forti occhi decisi della regina di posarono su di loro. -A quanto
ho capito vi intendete di ingegneria elettronica
-
Gohan arrossì leggermente rispondendo
piano. -Bhè
Insomma
-
-Bene. Vi unirete alla squadra. La vecchia
astronave ha varie palestre fornite di un dispositivo per
regolare la gravità. Potrebbe esservi utile per allenar- Trunks
sorrise interrompendo la donna. -Delle Gravity room!-
La principessa guardò confusa il ragazzo
che, imbarazzato, spiegò. -Ehm
Noi le chiamiamo
così
! Anche la nostra navicella è dotata dello stesso
impianto! Eh eh eh!-
La saiyan lo guardò confusa ma rincuorata
allo stesso tempo. -Perfetto! Ci vorrà pochissimo tempo se non
dovremo adattare lintero sistema!-
-Certo! E adattandola ai vostri parametri
di tecnologia potremmo anche potenziare, senza problemi, il
livello gravitazionale del nostro sistema operativo!- Esclamò
Gohan sorridendo mentre Trunks annuiva felice.
Goku sbatté un paio di volte le palpebre.
Ma cosa stavano dicendo?! Per il povero Super Saiayn di terzo
livello la lingua che il figlio, Trunks e la principessa
parlavano era assolutamente incomprensibile. Goku si avvicinò
lentamente a Vegeta che, anche se sembrava non averci capito più
di Goku, si dava un minimo di contegno. -Hey, Vegeta
Dì un
po, tu hai capito quello che stanno dicendo
?-
Il principe chiuse un momento gli occhi
irritato dai soliti stupidi discorsi del saiyan, poi rispose
evasivo. -Puah! Un saiyan di infimo livello come te non può
capire certi termini tecnici!-
Goku osservò dubbioso Vegeta poi, con
tono scettico disse. -Non ci hai capito niente neanche tu,
giusto?-
Il principe si voltò infiammato di rabbia
verso lodiato rivale quando la voce di Veki tornò a
parlare rivolta a tutti i presenti.
-Bene, allora adesso partiranno Trunks,
Gohan e Nemes con una squadra e faranno un sopralluogo della
nostra astronave. Tutte le parti che riterrete utili portatele
qui e dopo di chè vi metterete al lavoro per modificare la
navicella di Vegeta. Tu, Hitios tornerai immediatamente a Palazzo
e porterai con te Jana e Reva, spiegherai al tuo popolo che la
guerra è finita. Poi tornerai qui, una volta riparata
lastronave di Vegeta partirai con Siddan e gli altri per la
Terra. Qualcuno ha qualcosa da obiettare?- La donna aveva
spiegato tutto senza tralasciare niente, aveva dato un ordine che
doveva essere eseguito alla lettera da tutti, nessuno escluso.
Vegeta sorrise leggermente, sua sorella
Veki era una vera Regina
-Bene, andate ora!- Terminò la saiyan
mentre la stanza si svuotava. La donna era seria mentre,
appoggiandosi con fatica al bastone chiamò i due saiyan rimasti
nella stanza.
-Vegeta, Goku, venite con me. Ho bisogno
di parlarvi
- La sua voce si era fatta roca e spenta, triste
e seria. Quella voce così apparentemente diversa da quella che
poco prima aveva comandato con fermezza e decisione fece quasi
venire i brividi ai due uomini.
I tre saiyan raggiunsero una sala
adiacente alle stanze della principessa, a differenza del
delicato stile elegante delle altre camere quella era buia e
scura, sembrava disabitata da anni. Vegeta si guardò intorno
diffidente.
-Dove siamo?- La principessa scostò le
tende dal vetro in modo da far entrare un po di luce nella
stanza buia.
-Queste stanze erano usate come studio
da
Da mio marito.- Sospirò la principessa con un leggero
velo nostalgico che le scuriva il volto.
I due saiyan non parlarono per qualche
secondo, la regina non aveva mai accennato a suo marito. -Perchè
ci racconti tutto questo?- Chiese Vegeta scrutando la sorella. La
donna sospirò mentre iniziava a parlare.
-Sto peggiorando, Vegeta
e non mi
rimane molto da vivere.-
Lo sguardo di Vegeta si oscurò di rabbia
e delusione, quasi fosse colpa sua.
-Principessa
Quanto
tempo
ha
ancora?- Domandò piano Goku.
La regina sorrise malinconica. -Il medico
ha parlato di giorni
-
Quelle poche parole furono come un forte
pugno in pieno stomaco per Vegeta, non riusciva a fare a meno di
sentirsi responsabile.
-Perché ci hai portati qui?- Chiese duro
il principe.
A quel tono Goku sussultò, possibile che
Vegeta fosse così insensibile? La principessa però sorrise,
conosceva il fratello e sapeva che tutto quello era soltanto per
nascondere il suo dolore e con calma iniziò a spiegare.
-È molto semplice, Vegeta. Qui, in questo
luogo così tetro che una volta risplendeva di una luce calda e
armoniosa, riposa lo spirito del mio adorato marito
Dakath
passava intere giornate qui a leggere e a studiare, amava
conoscere la storia dei diversi popoli delle Galassie e negli
ultimi anni, prima che morisse, mio marito si stava appunto
occupando del popolo Kitoniano. Siddan era molto fiero di suo
padre
Eravamo qui da soli due anni quando mio marito fu
ucciso dagli uomini del Re. Dakath era convinto che si potesse
negoziare pace con i kitoniani ed era voluto andare a Palazzo per
avere un colloquio con Re Gulter. Ci ordinò di non seguirlo e di
non intervenire, era così sicuro di ciò che stava facendo
Lidea non mi piaceva ma per amore di Dakath e per la
fiducia che avevo in lui non mi opposi. Nostro figlio Siddan era
a dir poco entusiasta, era sicuro almeno quanto mio marito che
suo padre sarebbe riuscito a trattare una tregua. Dakath si recò
a Palazzo e fu accolto da Gulter, ma una volta arrivato alla sala
del Trono il Re ordinò che fosse arrestato con laccusa di
aver tentato di ucciderlo. Dopo giorni di agonia nei sotterranei
del Palazzo mio marito fu condotto nella piazza della città
imperiale dove avrebbe avuto luogo la sua esecuzione
la sua
condanna di morte per aver cercato di riportare la pace tra i
nostri popoli. Non fummo in grado di fare niente
Le guardie
erano troppe e mio marito era incatenato a catene di Otoph, un
minerale che si trova sul nostro pianeta. Essendo un materiale
molto resistente i kitoniani lo usano per costruire catene adatte
a noi saiyan, e noi saiyan lo usiamo per costruire le nostre
armature.- Spiegò Veki osservando i ragazzi fuori dalla
finestra, ognuno di loro indossava unarmatura simile a
quella di Syra.
-Quel giorno dautunno, fui costretta
ad assistere senza poter reagire alla morte di mio marito per
decapitazione
Dakath non si mosse, non urlò, non tentò di
fuggire. Ad esempio per tutti coloro che in futuro avrebbero
lottato per la libertà, e in onore di un ideale di pace che non
voleva fosse dimenticato, quel giorno mio marito Dakath affrontò
la ghigliottina per tutti noi ribelli. Aveva quarantaquattro
anni
-
Il volto della principessa Veki era velato
da una leggera e triste lacrima.
-Da quando Dakath è morto, Siddan non è
più stato lo stesso. Lodio che crebbe in lui verso i
kitoniani lo spronò a cercare la libertà nella vendetta e non
nella pace come mio marito aveva cercato di insegnare a tutti
noi. E per quanto triste sia per un bambino di soli otto anni,
ciò che Siddan cercava sembrò davvero anche a me lunica
soluzione. Re Gulter ci aveva dimostrato di non essere
allaltezza di unazione nobile quale la pace ottenuta
attraverso la diplomazia e senza inutili spargimenti di sangue
così decidemmo di entrare in guerra una volta per tutte.
Organizzammo la Base delle Brigate del Silenzio in modo da poter
sostenere un attacco nemico in qualsiasi momento, e la dotammo di
dispositivi sempre più tecnologicamente avanzati per poter
seguire con maggiore facilità gli spostamenti delle carovane e
delle truppe armate del Re. Siamo così arrivati a questo
punto
Dakath aveva ragione fin dallinizio, e io non
sono stata abbastanza forte per seguire il suo esempio. Ci siamo
straziati in una logorosa lotta inutile cercando di vedere ciò
che volevamo vedere e uccidendo uomini, persone innocenti e
ingannate come noi, costringendoci a vedere in loro un nemico
ostile da eliminare. Il Generale Hitios ha aperto gli occhi a
tutti noi e io ho perso una figlia ancora una volta per colpa
della mia fatua cupidigia
Vegeta, Goku, ve ne prego
Fate ciò che io non ho avuto il coraggio di fare, mettete fine a
tutto questo inutile dolore
!-
La regina portava critiche inutili a sé
stessa e inaspettatamente fu Vegeta a parlare. Gli intensi occhi
scuri del saiyan si posarono sulla principessa pieni di un
rispetto che Goku non gli aveva mai visto prima di allora.
-Veki, tu sei una grande Regina. Più
grande di qualunque altro saiyan abbia mai regnato sul nostro
popolo. Non hai niente di cui rimproverarti se non
di
lasciare troppo presto le persone che ti amano
- La voce
rotta di Vegeta fece sorridere di gioia la regina mentre
piangendo si avvicinava al fratello abbracciandolo. Il saiyan non
si scompose ma strinse delicatamente le spalle della donna mentre
nel suo cuore si scolpiva per sempre la felicità e la
contemporanea tristezza di quel momento.
Goku sorrise, per forse la prima volta
nella sua vita Vegeta non aveva avuto paura di dire ciò che
davvero sentiva.
I due fratelli si allontanarono piano
luno dallaltra mentre Goku sorrideva poi, serio,
assicurò. -Questo incubo finirà, principessa. È una promessa.-
La donna sorrise devota mentre i due
saiyan si allontanavano lentamente dallo studio. -La distruzione
causa morte, e la morte causa dolore. Non cè motivo di
continuare a soffrire. Grazie, fratelli
-
Fine QUINTO capitolo