Prendi
la posizione più comoda: seduto, sdraiato,
raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un
fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla
sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf.
Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto naturalmente, o
dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in
posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.
Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a
trovarla. Una volta si leggeva in piedi di fronte a un leggio. Si era abituati a
stare fermi in piedi. Ci si riposava così quando si era
stanchi di andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai
pensato di leggere; eppure adesso l'idea di leggere
stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del
cavallo, magari appeso alle orecchie del cavallo con un
finimento speciale, ti sembra attraente. Coi piedi nelle
staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere; tenere
i piedi sollevati è la prima condizione per godere della
lettura.
Bene, cosa aspetti? Distendi le gambe, allunga pure i
piedi su un cuscino, su due cuscini, sui braccioli del
divano, sugli orecchioni della poltrona, sul tavolino da
te, sulla scrivania, sul pianoforte, sul mappamondo.
Togliti le scarpe, prima. Se vuoi tenere i piedi
sollevati; se no, rimettitele. Adesso non restare lì con
le scarpe in una mano e il libro nell'altra.
Regola la luce in modo che non ti stanchi la vista. Fallo
adesso, perchè appena sarai sprofondato nella lettura
non ci sarà più verso di smuoverti. Fa' in modo che la
pagina non resti in ombra, un addensarsi di lettere nere
su sfondo grigio, uniformi come un branco di topi; ma
sta' attento che non le batta addosso una luce troppo
forte e non si rifletta sul bianco crudele della carta
rosicchiando le ombre dei caratteri come in un
mezzogiorno del Sud. Cerca di prevedere ora tutto ciò
che può evitarti d'interrompere la lettura. Le sigarette
a portata di mano, se fumi, il portacenere. Che c'è
ancora? Devi far pipì? Bene, saprai tu.
I.Calvino,
Se una notte d'inverno un viaggiatore, Einaudi, Torino,
1979.
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